MOGWAI, YOUNG TEAM, CHEMIKAL UNDERGROUND 1997

mogwai

Epocale album di debutto degli scozzesi Mogwai – che prima avevano pubblicato qualche Ep – Young Team diviene ben presto uno dei dischi cardine degli anni ’90, capace di dar vita a un intero filone musicale (con influenze ancora oggi vive, fra Sigur Rós e Explosions In The Sky) e ponendo le basi per molto post-rock di fine millennio. Yes! I Am A Long Way From Home, sorta di prefigurazione di ciò che più tardi sarà Cody, apre il disco e introduce agli 11 minuti di Like Herod, manifesto stilistico di Stuart Braithwaite e soci: un inizio morbido conduce a una tensione montante nell’ombra, che proprio quando pare placarsi esplode in una sfuriata chitarristica che atterrisce; e così si prosegue nella seconda parte di un brano che rivela al mondo una band straordinaria nel costruire atmosfere da thriller, silenzi tesi e minacciosi, progressioni inquiete, muri di suono che si elevano improvvisi e ti schiacciano, ma altrettanto straordinaria nel regalare momenti eterei, struggenti, quando un pianoforte, una semplice melodia, dei pacati tocchi alle corde, aggiungono una intensissima profondità emozionale a questi visionari quadri musicali. Simili contrasti continuano nel resto del disco (Katrien, Summer, With Portfolio), dove i rari interventi vocali, a volte sotto forma di voci registrate o di un parlato quasi incomprensibile, funzionano spesso come semplici ulteriori elementi della stratificazione sonora. Il pianoforte di A Cheery Wave With Stranded Youngsters conduce poi al finale maestoso di Mogwai Fear Satan, l’altro apice dell’album: piuttosto che il gioco di contrasti, però, troviamo qui una progessione in cui, su una base ritmica ossessiva, lo stesso motivo di 3 note viene ripreso da basso e chitarre, con graduali livelli di distorsione; persino un flauto risuona sullo stesso motivo, ad aggiungere un inaspettato colore nelle pause fra una feroce esplosione e la successiva, fino a regalare la magia della lunga coda finale. Abbandonata qualsiasi velleità narrativa, i Mogwai offrono suggestioni, sogni, visioni, grazie a una capacità evocativa senza pari e a un perfetto equilibrio fra immediatezza e sperimentazione. (Elisa Giovanatti)

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