COLD SPECKS, NEUROPLASTICITY, MUTE 2014

ColdSpecks_CreditSteveGullick_sm

Cold Specks (aka Al Spx, qui nella foto di Steve Gullick) è tornata. Dopo l’acclamato esordio I Predict a Graceful Expulsion l’artista canadese ci regala un’affascinante seconda tappa della sua crescita artistica: Neuroplasticity è (pare) il processo attraverso cui il cervello umano impara, e qui Spx fa di certo fruttare quanto assorbito grazie alle recenti collaborazioni, da Moby agli Swans di Michael Gira; l’album offre un soul oscuro ed elettrificato, fatto di brani molto solidi, testimoni di un songwriting giunto a maturazione, e per questo liberi di muoversi in un’affascinante commistione di generi, fondendo la matrice black/soul di Spx con atmosfere pop, electro e dark ambient. Il sapore noir pervade ogni nota e arriva a coscienza in modo più o meno strisciante, grazie ad arrangiamenti a volte claustrofobici eppure mai esagerati, coniugando con mestiere ruvidezza ed eleganza. La triade iniziale ed Absisto i brani migliori. (Elisa Giovanatti)

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