Monthly Archives: December 2014

WILD EYES, ABOVE BECOMES BELOW, HEAVY PSYCH SOUNDS REC. 2014

Wild Eyes-Above Becomes Below

Ammettiamolo, a balzare subito all’occhio e all’orecchio è l’originale formazione di questa heavy-psych-rock band di San Francisco. A guidare le scorribande elettriche verso confini solo in parte intuibili al momento di esercitare la pressione sul tasto PLAY è, infatti, una voce femminile, quella della brava e grintosa Janiece Gonzales. La scelta di avere una lead singer al posto di un barbuto individuo innamorato della più nota marca di bourbon a stelle & strisce inevitabilmente richiama alla memoria i concittadini Jefferson Airplane, sebbene registro vocale – più simile a Rachel Nagy dei Detorit Cobras che a Grace Slick – e sound spingano la matrice psichedelica verso forme espressive più vicine all’hard rock degli anni Settanta che non agli insegnamenti lisergici dei Sixties. Nel complesso l’album, un lungo EP di ventisette minuti, non solo regge bene la prova dell’ascolto ma sa persino richiamare in ognuno di noi quel pizzico di “selvaggio” che la quotidianità tende continuamente a reprimere con grande profitto di psicologi e psichiatri. (Matteo Ceschi)

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IL FOLK ITALIANO SI RIUNISCE AL SOLETERRE FESTIVAL

SOLETERRE

Il folk italiano sarà protagonista per il secondo anno di Soleterre Festival, rassegna che il 14 dicembre ospiterà sul palco dell’Alcatraz di Milano Davide Van De Sfroos, Peppe Voltarelli, Nidi d’Arac, Taranproject di Mimmo Cavallo & Cosimo Papandrea, Daniele Ronda, Ylenia Lucisano, Terron Fabio e Papa Leu dei Sud Sound System ed Enzo Avitabile. Gli artisti si cimenteranno anche in inediti duetti e le loro esibizioni saranno accompagnate da proiezioni di disegni di Vauro e si alterneranno a reading teatrali di autori come Nicolai Lilin, Damiano Rizzi (presidente della ONG Soleterre, a cui andrà il ricavato della serata) e dello stesso Peppe Voltarelli.

 

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CORSO DI MUSIC BUSINESS CON MEI E MUSIC ACADEMY, ISCRIZIONI IN CHIUSURA

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Oggi è l’ultimo giorno per iscriversi al corso universitario di Music Business alla Music Academy di Bologna, tenuto a partire da metà dicembre in collaborazione con il MEI. Oltre al rigoroso percorso accademico, Music Academy promuove progetti individuali e collettivi sviluppati in aula, attraverso stage, tirocini professionali e progetti di ricerca.  Gli studenti sono inoltre incoraggiati a partecipare ad attività extra scolastiche. La nuova struttura dell’Academy comprende due studi di registrazione, un superclub e 14 sale già utilizzate per prove di tour nazionali ed internazionali. Per informazioni http://www.ma2000.it.

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CASA DEL MIRTO, STILL, GHOST RECORDS 2014

CasaDelMirto

Non fatevi ingannare dal nome un po’ rustico. Casa del Mirto è un trio composto dal fondatore Marco Ricci (voce, sampler, synth), da Raffaele Ricci (sintetizzatore) e da Luigi Segnana (basso e voce) che propone sonorità elettroniche, chill out, trip-hop, e tanto altro, creando atmosfere eteree che poco corrispondono all’immagine rurale del nome che si sono scelti. Naturalmente musica elettronica non significa mancanza di emozioni e Still, terzo lavoro in studio e primo per la preziosa Ghost Records, lo dimostra attraverso brani come la delicatissima Invisibile, che ospita l’artista californiana Avalon Omega, voce e stile trip-hop che ricorda la Skye dei Morcheeba. Non a caso il brano è stato scelto come primo singolo dell’album, la cui copertina è un’immagine realizzata addirittura da Michael Stipe e che quelli della Casa del Mirto hanno usato naturalmente con il permesso dell’ex R.E.M. E’ invece opera della pittrice newyorkese Alyssa Monks l’immagine della copertina dell’album, che ben rappresenta le sensazioni liquide e gelatinose che il disco sprigiona in ogni sua traccia (vedi in particolare Last blue wind). Prima di svilupparsi nelle attuali direzioni musicali il progetto di Marco Ricci si concentrò sulla musica da club e sulla house in particolare; qualche reminescenza di queste sonorità è ben presente, in chiave rivisitata nel brano molto eightees  Pressure o nella ritmata What I see inside of me. Ma è la cosiddetta IDM (intelligent dance music) nata negli anni ’90, a fare da motore a Still, specialmente in brani come A picture of (con i suoi sorprendenti cambi di rotta) e in Last blue wind, mentre scavando sotto Butterfly si trovano tracce di pop, preponderanti anche in Reflex e nelle melodie dell’avvolgente Where You Stand. Bello, infine, l’uso del pianoforte ad aprire e chiudere il disco con Paralyzed e con la titletrack. Still è un disco da ascoltare e riascoltare per lascirasi trasportare da ogni sua piega sonora ed emotiva. Il disco verrà pubblicato nel Regno Unito a gennaio. Questa recensione è presente anche nel nostro foglio di informazione n. 2 scaricabile nella sesione Magazine. (Katia Del Savio)

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INDIANA CONTEST: INTERVISTA A DANIELE COCCA

DanieleCocca

In occasione del lancio dell’Indiana Music Contest 2014 incontriamo Daniele Cocca, fondatore del Blues Cave Studio di Grumello Del Monte (Bergamo), partner dell’iniziativa.

 

Innanzitutto, parlaci di Blues Cave Studio. Cosa offre? In cosa si distingue dalle altre realtà di mixing in Italia?

BCS è uno studio di mixaggio audio strutturato su matrice analogica comandata dalla precisione del dominio digitale. Ritengo tale sposalizio la scelta migliore per poter sfruttare i vantaggi di entrambi i mondi ai fini dell’ottenimento di un sound di carattere, che esprima una forte componente emotiva. Lo studio cerca di offrire la massima versatilità, rivolgendosi a coloro i quali desiderano mixaggi rigorosamente condotti con attrezzature analogiche, ma anche a utenti che richiedono un lavoro interamente digitale. Ciò che BCS può offrire è una particolare mentalità e cultura del suono. Elementi che sempre più frequentemente vengono abbandonati a favore dell’immediatezza.

Mix analogico con apparecchiature vintage: da cosa deriva questa tua scelta?

Nutro un particolare fascino per la storia e la verità che si celano dietro le cose e che si rivelano quasi segretamente quando si bussa alla loro porta. La mia personale esperienza in campo audio mi ha portato ad avvicinarmi a quelle attrezzature, spesso datate, capaci di trattare il suono con una particolare veridicità, ricchezza timbrica e “calore sonico”. Caratteristiche che con maggior difficoltà riscontro nei prodotti odierni.

Cosa pensi dell’opportunità che offriamo con il contest? Che percorso consiglieresti, oggi, ad artisti e band emergenti?

Ritengo sia una lodevole iniziativa che unisce due importanti possibilità, da una parte dona spazio e voce ad artisti meritevoli, dall’altra consente di diffondere la cultura e l’importanza del mix nella produzione audio, tanto difesa e alimentata all’estero, spesso relegata ad una sorta di automatismo in Italia. Come musicista e tecnico consiglierò sempre di puntare al vero, sviluppare un’identità propria. Nella composizione e nella trasposizione delle emozioni in musica, nello studio del proprio suono e nella traslazione di quest’ultimo in studio. L’arte della registrazione e del mixaggio sono elementi indispensabili per l’ottenimento di un risultato in grado di emozionare.

(Elisa Giovanatti)

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LA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI, MORTE A CREDITO, TIRRENO DISCHI/BALCK CANDY 2014

La notte dei lunghi coltelli

Un disco “disturbante” e “disturbato” fin dalla copertina. Se il nome inquietante scelto da Karim qqru, batterista degli Zen Circus, richiama a sinistri snodi storici della contemporaneità, il sound del disco pare invece volere risolvere sul piano sonoro le frizioni della contemporaneità spingendo oltre ogni sensatezza il suono verso un mix di elettronica minimal e di massive hard rock che non potrà che dividere il pubblico in fazioni. Il riferimento naturale a questo tipo di approccio brutale e lacerante sono gli statunitensi Death Grips, ma nell’intricato collage allestito per l’occasione dal trio (Izio Orsini e Ale Lera gli altri due vertici del triangolo) non mancano sorprendenti riferimenti alla chanson française e alla musica sacra. Nelle intenzioni degli autori non c’è nessuna volontà di piacere ma solo l’impellente necessità di esprimere la voce di una contemporaneità che certo non appare gentile e morbida nelle sue manifestazioni. Morte a credito, è un disco per gente dal palato fine ma dal cuore forte. (Matteo Ceschi)

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MARATONA MUSICALE CON MEI E AMNESTY

Mud

Dopo il suo concerto di S. Martino di Venezze (RO), avvenuto il 25 novembre in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Mud (Michele Negrini), vincitore del Premio Amnesty International Italia Emergenti 2014, si esibirà il 7 dicembre alle 12.15 in un mini live set a Milano sul palco di Eataly Smeraldo, durante la maratona musicale di cantautrici e cantautori promossa dal Mei per i suoi 20 anni e per la raccolta fondi dedicata a In Treno per la memoria. La rassegna inizia alle 10.30 con un intervento del giornalista e scrittore Daniele Biacchessi, seguito dalla scrittrice Adele Marini e dal cantautore Riccardo Fancini. La giornata verrà chiusa alle 17 dal concerto della Banda Putiferio. Il programma completo è disponibile su www.meiweb.it.

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COOL GHOULS, A SWIRLING FIRE BURNING THROUGH THE RYE, EMPTY CELLAR RECORDS 2014

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In questo tardo autunno italiano, i Cool Ghouls portano l’eco di interminabili notti d’estate californiana. Motivi freschi e gioiosi, urla festaiole, sonorità solari, fanno di Swirling Fire la colonna sonora ideale delle notti più spensierate, e questo soprattutto perché i quattro giovani hanno un vero talento per le buone melodie, tutte accattivanti e di un’immediatezza straordinaria, e per la struttura dei pezzi, in cui con tempismo sempre azzeccato vanno ad inserire dettagli e divagazioni mai forzati (esemplare in questo senso Insight, con la sua inaspettata coda da “fine party”). Questa specie di eterno presente festaiolo, però, assume musicalmente un vestito a dir poco vintage: l’amore dei Cool Ghouls per il garage rock e la psichedelia, il sound che ha contraddistinto la Bay Area in tutto il mondo, si riversa con tutta la naturalezza possibile in questo disco; fin dalle primissime note di And It Grows – e le sue belle armonie vocali a tre – ci sembra di sentire i Beach Boys, mentre subito dopo, al suono di chitarre in vibrato, riff acidi e ancora ottime armonizzazioni, passiamo mentalmente in rassegna i nostri ascolti dei Creedence, dei Jefferson Airplane, di CSN, dei Byrds e così via. Così diviso tra presente e passato, il disco è certo godibilissimo: il passo successivo, ora, è quello di emergere con una personalità più definita, per non perdersi nel culto della gloriosa stagione musicale di San Francisco e dei suoi eroi elettrici. (Elisa Giovanatti)

ENGLISH: In this late Italian fall, Cool Ghouls are bringing the echo of endless Californian summer nights. Fresh and joyful tunes, party shouts, cheerful sounds, make Swirling Fire the ideal soundtrack for your most carefree nights, mostly because these 4 guys have a true talent for good melodies (catchy and extremely immediate) and for the structure of their tracks, where they always guess the right time to put new details and digressions (see Insight in this regard, with its unexpected “end of party” closing).  This sort of party eternal present, however, employs a musical dress which is vintage to say the least: Cool Ghouls love for garage rock and psychedelic music, the sound that marked the Bay Area all over the world, pours in this album in the most natural way; from the earliest notes of  And It Grows – and its beautiful three-part vocal harmonies – we seem to hear the Beach Boys, and immediately after, while we hear vibrato guitars, acid riffs and again excellent harmonies, we reconsider in our mind our past listening to Creedence, Jefferson Airplane, CSN, Byrds and so on. So divided between present and past, the album is surely amusing: the next step, now, is to emerge with a more defined personality, not to get lost in worshipping the glorious musical season of San Francisco and its electric heroes. (Elisa Giovanatti)

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