Monthly Archives: January 2015

NAOMI BERRILL, FROM THE GROUND, MUSICAMORFOSI 2015

NaomiBerrill

Ricordate la Julie di Fame, il film di Alan Parker che raccontava la vita degli studenti dell’High School of Performing Arts di New York dal quale venne poi tratta la fortunata serie televisiva? Lei era la bellissima violoncellista interpretata dall’ex modella Lori Singer. Quella è l’immagine che da allora mi è rimasta impressa delle violoncelliste e Naomi Berrill porta avanti lo stesso fascino. Naomi è una ragazza irlandese che ha viaggiato in tutto il mondo suonando non solo musica classica e barocca, ma anche jazz, folk, pop, accompagnando il suono del violoncello (a volte utilizzato come una chitarra) con la sua delicatissima voce. Ora si è stabilita in Italia, dove ha tra l’altro partecipato al progetto 100 violoncelli voluto da Giovanni Sollima e portato sul palco del Concerto del Primo Maggio a Roma lo scorso anno. In questo suo album di debutto sono racchiuse tutte le anime musicali che la appassionano. Così Naomi utilizza l’originale accoppiata voce-violoncello per interpretare Nick Drake (From the morning), come una composizione di Henry Purcell (A new round, del XVII Secolo), la solare Feelin’ Groovy di Paul Simon (suonata senza archetto, come un contrabbasso jazz) e la celebre canzone di protesta di Pete Seeger (scomparso proprio un anno fa) Where have all the flowers gone in una chiave molto intimista. Kind im Einschulummern del compositore tedesco Robert Schumann si alterna a Lifesaver, etereo brano della cantautrice italo-islandese Emiliana Torrini, passando per Baubles Bangles and Beads, vivace rifacimento in chiave jazz di String Quartet in D del compositore russo Alexander Borodin, fino ad arrivare al Claire de Lune di Claude Debussy. In From the ground c’è spazio anche per due brani folk tradizionali: lo scozzese Black is the color e l’irlandese The lark in the cler air. Ogni traccia, arrangiata in modo personale, viene interpretata da Naomi come un delicato soffio del vento sulle nuvole, creando un’atmosfera eterea che fa bene allo spirito. (Katia Del Savio)

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MANIAXXX, EXORCIZM, EDISON BOX 2014-15

Maniaxxx

A una prima e impulsiva impressione, l’incipit dell’album, l’onomatopeica Splash! Bang! Wroom!, potrebbe depistare l’ascoltatore con il suo “rumorismo”. Basta però un piccolo sforzo per procedere oltre “l’ordinaria follia” del momento e arrivare ad abbracciare una lussureggiante creatura sonora che, senza nessun pregiudizio, utilizza le mille facce del rock’n’roll per abbozzare nell’aria auspici musicali. Esempio di questo approccio dagli alterni umori e, di conseguenza, volutamente senza regole precise, è il brano Galaxy Express nel corso del quale schegge psichedeliche corrono in soccorso della rabbia anarchica di un punk molto noise dando vita a una cardiaca versione 3.0 della surf music. Per i Maniaxxx, arrivati al primo disco dopo un trittico di EP, tutto è lecito purché l’adrenalina rimanga alta! (Matteo Ceschi)

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THREELAKES/PHILL REYNOLDS, SPLIT, DINOTTE RECORDS 2015

split

Dietro i nomi inglesi si celano gli italianissimi Luca Righi e Silva Cantele, due tra i migliori esponenti della musica folk d’autore in Italia: mantovano il primo (i tre laghi sono quelli che circondano la città gonzaghesca) e vicentino il secondo, si dividono qui il lavoro con 3 brani a testa, proseguendo – chitarra in mano – sul solco tracciato dalla grande tradizione cantautorale americana. Essenziali e minimali le interpretazioni di Threelakes, che indaga il tema della memoria e dei ricordi con brani molto intimi, una resa crepuscolare e intensa, un’attitudine molto sobria e una sensibilità fuori dal comune. Grande espressività anche per Phill Reynolds, anch’essa ben radicata oltre oceano, con qualche arricchimento negli arrangiamenti, pur se sempre con molta misura (dosatissimi gli interventi strumentali su Twosday e Man?), ad esplorare le relazioni umane nelle loro molteplici declinazioni. Di sicuro effetto anche le rispettive vocalità, molto diverse ma accomunate dalla profondità e dal sapore malinconico. Da oggi online in streaming, il disco esce ufficialmente il 17 gennaio, quando sarò presentato con un concerto al Teatro Busnelli di Dueville (Vi) cui seguirà un tour nei primi mesi del 2015. (Elisa Giovanatti)

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NUOVA COMPILATION DI ROCK TARGATO ITALIA

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Nove canzoni di nove band diverse compongono la 22ma compilation di Rock Targato Italia intitolata Libera musica in libero mondo, disponibile da poche settimane sui negozi online, pubblicata da III Millennio e distribuita da Pirames International. La compilation raccoglie i migliori brani dei gruppi vincitori dello storico contest giunto alla sua 26ma edizione, organizzato da Divinazione. Qui potete vedere il primo video tratto dalla raccolta: si tratta di Senza petrolio della band romana Karma. Gli altri gruppi presenti sono: Karbonica (della provincia di Catania), Stati Alterati di Coscienza (Trieste), Another Story (Erba), Euphorica (Bergamo), Krazy Revolution (Modena), Grace (Rovigo), Rosacoletti (Milano) e Livida (Ravenna).

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PARTE LA DISTRIBUZIONE INDIPENDENTE DI RISERVA SONORA

RiservaSonoraRecords

Riserva Sonora con sede ad Arquata Scrivia, Alessandria, associata ad AudioCoop, annuncia il lancio di un nuovo servizio di distribuzione che, partendo dall’esperienza fatta per le sue produzioni, vuole supportare artisti emergenti e etichette indipendenti. Il servizio prevede la diffusione di quei prodotti, cd o vinile, che abitualmente non trovano spazio nei grossi circuiti e punta a offrire a quanti fossero interessati, e di fatto esclusi dalla grande distribuzione, una concreta alternativa alla circolazione della musica sul territorio nazionale. Accomunata dallo spirito di indipendenza e dal copricapo piumato, INDIANA MUSIC MAGAZINE augura buona fortuna alla nuova avventura indie.

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GIANNI MAROCCOLO & CLAUDIO ROCCHI, VDB23/NULLA È ANDATO PERSO, ALKEMI/ALA BIANCA 2015

Rocchi & Maroccolo

Nato da un progetto di crowdfunding del 2013 e circolato in edizione limitata, ora l’ultima esperienza discografica di Claudio Rocchi, realizzata insieme a Gianni Maroccolo, arriva a godere di una seconda ed inaspettata vita grazie alla decisione presa di comune accordo dallo stesso Maroccolo e dall’etichetta. La dipartita dell’autore di Volo Magico ha spinto il co-autore del lavoro ad andare contro l’ultima volontà dell’amico e a condividere insieme ai numerosi fan rimasti a bocca asciutta un’ultima splendente memoria sonora. VDB23 non è un’ermetica testimonianza di quello che fu. Anzi, per la varietà dei suoni prodotti e per l’intensità e la sinteticità del messaggio verbale suona molto più come un necessario conato di vitalità di fronte a quelle avversità cui la vita talvolta ci sottopone. La sorpresa di passare dalle atmosfere industrial-noise della title track alle suggestioni neo-psichedeliche di Torna con me, vicine al Rocchi classico, spingono ad approfondire e partecipare ancora più a fondo alla natura ultima: all’ascoltatore il privilegio di assistere a una dissociata jam cosmico-terrena in cui anche il dolore per la fine imminente trova con estrema naturalezza il suo suono distintivo. (Matteo Ceschi)

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RUDY ROTTA, THE BEATLES vs. ROLLING STONES, SLANG MUSIC 2014

Rydy Rotta

Quasi a volere scoprire cinquant’anni dopo le carte della tenzone generazionale tra Beatles e Stones, Rudy Rotta riporta tutto il succo della British Invasion a una più semplice e fruibile questione di 12 bar notes. Per il bluesman piemontese, per i Fab Four e per Jagger & soci, d’altronde, la “musica del diavolo” è l’origine di tutto, la scintilla che ha acceso la miccia e ha fatto esplodere definitivamente il rock così come oggi noi lo conosciamo. Rotta per questo album tributo adotta e rielabora l’idea mashup, unendo con grande maestria e sensibilità quello che in principio nasceva come discograficamente slegato o addirittura opposto: così la mefistofelica Sympathy for the Devil sfuma e rinasce a nuova vita nell’arrembante Come Together. Un unico rimpianto per un disco solido e ben pensato, non assistere all’incontro destabilizzante tra Helter Skelter e Gimmie Shelter. Rimpianto che, però, potrebbe essere estinto a uno dei numerosissimi live che Rudy tiene in lungo e in largo per lo stivale. (Matteo Ceschi)

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LUCIO CORSI, ALTALENA BOY/VETULONIA DAKAR, PICICCA 2015

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In una serata di quelle di decompressione, fra Capodanno e l’Epifania, mi metto ad ascoltare un disco con il desiderio di sentire qualcosa che mi prepari ad affondare un nuovo anno con entusiasmo e fiducia nella musica che gira intorno a questo vivace mondo indie. Mi imbatto nel disco (ops…file musicale) di Lucio Corsi e penso che sia proprio quello che stavo cercando in quel momento: freschezza e originalità, cantautorato leggero e poetico. Il giovanissimo Lucio (21 anni), con il suo ingombrante nome di battesimo, si porta dentro la lezione dei suoi celebri omonimi colleghi e di Rino Gaetano, ma soprattutto mostra di essere fratello minore dei recenti talenti come Vasco Brondi (Le Luci della Centrale Elettrica), Dente e Tricarico. Con Lucio Corsi, e con altri, fra i quali il gruppo L’officina della Camomilla recensito poche settimane fa su Indiana, il cantautorato inaugura un’altra generazione che scrive in modo asciutto, diretto, ironico, surreale, cantato con voci acerbe, che si contrappone (anche se in alcuni casi si serve del suo stile) al grande filone di successo degli ultimi anni: il rap italiano. Altalena boy è un ep di 5 brani, ma è inserito in un unico Cd che contiene anche il precedente ep, Vetulonia Dakar, uscito lo scorso aprile: insieme formano quindi un unico album con un lato A e un lato B. Se si ascoltano i due lati come due lavori distinti, ci si rende conto di come, in pochi mesi, ci sia stata una netta evoluzione. Altalena Boy è un progetto più completo rispetto a Vetulonia Dakar, meno grezzo soprattutto dal punto di vista musicale e più ambizioso con la sua poetica sognante e meno intimista (vedi L’astronave e Migrazione generale dalle campagne alle città). Non a caso c’è lo zampino del produttore Federico Dragona, componente dei Ministri e già curatore di suoni per lo stesso Vasco Brondi e per il duo elettronico Iori’s Eyes. Se volete iniziare il nuovo anno in modo soffice ascoltate Altalena Boy! (Katia Del Savio)

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