VIET CONG, VIET CONG, JAGJAGUWAR 2015

Viet Cong_easy

Da Calgary, stato dell’Alberta, Canada, fanno il loro esordio sulla scena indie rock d’oltreoceano i Viet Cong con l’omonimo album. Un sound in bilico tra variazioni post-punk e una profonda infatuazione per le derive psichedeliche più pure – per intenderci quella della golden age di San Francisco nei Sixities – fanno dei Viet Cong una delle novità più interessanti del panorama alternativo internazionale. E se a ciò aggiungiamo anche un uso moderato e sapiente di electronic tricks anni Ottanta, allora la miscela sonora potrebbe davvero diventare instabile. Intendiamoci, i ragazzi non si sono affatto prefissi di riscrivere la storia del rock, ma con il coraggio delle loro idee sono certamente riusciti ad attirare l’attenzione di molti non solo in patria. Più in generale l’impressione che si ha ascoltando le sette tracce dell’album – i testi scivolano verso un esistenzialismo soft ben incarnato dal verso “What is the difference/ between love and hate?” – e di una sfrenata gioia per la scoperta di suoni, atmosfere e ritmi, un aspetto, quest’ultimo, ben evidente nella monumentale March of Progress. Correte ad accaparravi una copia, datemi retta, saranno soldi ben spesi. (Matteo Ceschi)

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