COLAPESCE, EGOMOSTRO, 42 RECORDS 2015

Colapesce_copertina_album

“Dentro la bocca dell’io estraggo il dente”. Inizia così il secondo album di Colapesce che ruota intorno al concetto di egocentrismo, legato in particolare allo smisurato uso di selfie e autocompiacimento sui social network. Per dare forma a questo concetto l’artista siciliano ha fatto stampare la sua statua in 3D alta 30 cm che vedete nella copertina. Manifesto dell’album è proprio la titletrack Egomostro, un elettropop anni ’80 che ironizza: “non c’è scampo per il cibo, è già condiviso ancor prima di mangiare”. Colapesce (alias Lorenzo Urciullo) si conferma un ottimo paroliere capace di evocare immagini originali, come quando nell’eterea L’altra guancia descrive la sensazione dello scorrere del tempo con queste parole: “ci sono dei giorni in cui le ore sono briciole/raccolgo i minuti sopra al tavolo/la vita è solo una manciata di domeniche”. E poi, in Copperfield, brano fra i più belli del disco, con diversi strati sonori e cambi di rotta, nel ritornello scrive: “le emozioni no, neanche Copperfield può farle sparire, non c’è una formula che fermi una lacrima, uno tsunami dentro”. Elettronica, strumenti e cantautorato funzionano alla perfezione anche in questo secondo lavoro dell’artista che tre anni fa fece gridare al miracolo la critica con Un meraviglioso declino. In alcuni brani, come Reale, il nostro sembra aver imparato la lezione dell’ultimo Battisti, in altri, come nel ritmato Brezsny (dedicato proprio all’oroscopista della rivista Internazionale Rob Brezsny) è forte il richiamo di Battiato. Da vedere, infine, il provocatorio video del singolo Maledetti italiani in cui un cicciotello bambino nero distrugge le immagini di celebri personaggi italiani: politici, artisti, intellettuali, stilisti, imprenditori sportivi, ecc. Per questo album Colapesce si è avvalso della collaborazione di uno stuolo di musicisti di varie provenienze artistiche ed è prodotto dallo stesso Lorenzo insieme a Mario Conte, collaboratore, fra gli altri, di Meg. Complimenti alla 42 records, capace come sempre di cogliere, come nel caso ad esempio dei Drink to me, strade trasversali per raggiungere il bello in musica. (Katia Del Savio)

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