Monthly Archives: May 2015

INDIANA PLAYLIST MAGGIO

INDIANA PLAYLIST quadratoGiallo

Cari lettori, in attesa di uscire la prossima settimana con lo speciale numero di maggio-giugno che conterrà una doppia intervista a due veterani della musica italiana, i tre piccoli indiani vi propongono oggi l’INDIANA PLAYLIST DI MAGGIO. Gustatevi qui nove stuzzicanti brani che vi faranno scoprire nuovi mondi sonori!

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IDEE SONORE DALLA SEMPRE MUNIFICA SVEZIA

Sound of Sweden_01

Non dovremmo puntare il naso all’insù, quella posizione sarebbe più consona per le nostre orecchie e favorirebbe certamente l’intercettazione di nuovi esaltanti suoni dal Nord Europa. Tra le tante (davvero tante) e recenti proposte che arrivano dalla patria del Nobel, la Svezia, mi sento di segnalare i nuovi singoli dei Kinetics e Caviare Days. I primi, una realtà ben affermata sulla scena pop/indie scandinava e internazionale, escono in questi giorni con un omonimo EP (Grammofonbolaget Deluxe) che raccoglie il meglio dei lavori usciti sul web e per le radio negli ultimi tre anni e propone con il nuovo singolo Yank Me Out Of Neutral una coinvolgente miscela di sonorità contemporanee e di reminiscenze corali del passato. La seconda proposta, quella della band capitanata dalle sorelle Lina and Maja Westin di Stoccolma, si spinge, invece, decisamente verso ambientazioni più rock. Like Me, che anticipa l’uscita di un omonimo EP (Label 259), riaccende la passione per il sound psichedelico, anche quello più pop di matrice francese, e lo fa con la zampata killer da hit dei più noti connazionali ABBA. Le voci di Lina & Maja, vi artiglieranno fino a farvi temere di essere stati risucchiati in un vortice spazio temporale. Se non siete mai stati hippy, questo è il momento buono per cominciare ad esserlo! (Matteo Ceschi)

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SHILPA RAY, LAST YEAR’S SAVAGE, NORTHERN SPY/AUDIOGLOBE 2015

shilparay

È in strane creature alla Shilpa Ray, cantautrice del New Jersey di base a Brooklyn, che anche nel 2015 il rock ritrova la sua ragion d’essere, e lo fa con un pugno nello stomaco e un ghigno sprezzante. Difficile restare immuni alla schiettezza disturbante e senza compromessi di Last Year’s Savage, album fatto di un blues-rock sporco, dall’anima punk e dalle molte sfumature soul, in cui le ossessioni della Ray – morte, sesso, auto-distruzione, tradimento – ci vengono buttate in faccia senza troppo preavviso, con un’urgenza viscerale, animale, trascinandoci in una spirale buia cui si sopravvive solo grazie al contemporaneo onnipresente sorriso sardonico dell’artista, uno humour beffardo e dissacrante che mitiga rabbia ed eccessi. Colpisce, in quasi tutte le tracce, la componente corporea, materica, così come la presenza – in senso fisico, appunto – della vocalità di Shilpa Ray, capace di graffiare, urlare, o insinuarsi sottopelle sensuale e malinconica (Burning Bride, per esempio), mentre l’inseparabile armonium indiano avvolge tutto in una nebbia spessa di ronzante e canzonatoria ironia. Difficile scegliere i brani migliori (forse Pop Song For Euthanasia, Johnny Thunders Fantasy Space Camp e Nocturnal Emissions) di questa grande prova, godetevi l’album dall’inizio alla fine. (Elisa Giovanatti)

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FRANZ FERDINAND & SPARKS, FFS, DOMINO 2015

FFS

La collaborazione tra la band di Glasgow capitanata da Alex Kapranos e la storica rock band di L.A. decolla subito sulle note di un teatro canzone esuberante che gioca e si prende gioco degli schemi e del conformismo sonoro: Johnny Delusional, brano che apre le danze, suona a metà tra il David Bowie più pop e Kurt Weill & Bertolt Brecht regalando ottime impressioni a chi si pone all’ascolto. Senza allontanarsi troppo dal palco e dalle sue regole, Call Girl riaccende l’entusiasmo sotterraneo per Marc Bolan ricordando ancora una volta le infinite possibilità della musica, ieri così come oggi. Assolutamente anarchica nelle forme e nei contenuti, Police Encounters, un’irriverente e serrata marcetta capace di accendere la passione per l’illecito. Sul finire del disco The Power Couple accarezza le ambizioni lisergiche di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band riportando FFS alla sua dimensione di una pièce teatrale-musicale. Parole per la chiusura di Piss Off non ce ne sono, le hanno già spese tutte gli artisti dal palco! Per Alex Kapranos & soci non ci sono ripetizioni ma solo schegge impazzite di evoluzione artistica. (Matteo Ceschi)

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ATTENTION SLAP, THE ANIMAL AGE, AUTOPRODUZIONE 2015

ATTENTIONSLAP

Concept album frutto di una fantasia visionaria e di amate letture orwelliane, The Animal Age ci catapulta in un mondo sinistro non troppo dissimile dal nostro: un topo, un coniglio, un asino e un maiale sono i protagonisti – insieme a un Okapi, rivoluzionario su cui sono riposte le speranze di cambiamento – del racconto allegorico che accompagna l’uscita del primo full length degli Attention Slap, lavoro interamente strumentale (salvo qualche inserto vocale in cui la voce, però, è in verità uno strumento aggiuntivo) che con una grande capacità narrativa e insperata immediatezza restituisce il senso di un universo corrotto e opprimente, popolato da loschi personaggi. Chitarre, sassofono, basso, synth e batteria dialogano tra loro in una sapiente e disinvolta commistione di generi, dall’acid-jazz al rock, dal funk al prog, per una musica dal fortissimo impatto visivo, che se non può fare a meno di richiamare il già citato Orwell, sa anche disegnare davanti ai nostri occhi le luci al neon e la contemporaneità dolente di un Hopper. Per la maestria tecnica e la complessità del progetto, questo coraggioso quartetto pavese merita davvero i nostri complimenti. Dal vivo promettono show esplosivi. (Elisa Giovanatti)

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ANDREA ASCOLESE, TI PORTERÒ, PROGETTI DADAUMPA/MATERIALI MUSICALI 2015

Andrea Ascolese

Blues e pop a braccetto come solo il sentiero musical-culturale dell’ormai rinomata Via Emilia riesce a mettere insieme. Sono questi gli elementi di maggior spicco del disco d’esordio di Andrea Ascolese, cantautore e compositore laureato in Civiltà afro-americana, che pare rinverdire con una precisa manciata di note il fermento e l’entusiasmo che animarono decenni addietro la regione. Ad accompagnare gli otto brani della tracklist una spiccata propensione per il ritmo che colora le composizioni di piacevoli sfumature black, dal blues già citato di La rete fino alle impressioni delicate di atmosfere caraibiche di Via Cipro, 63. Ascolese dimostra oltre a un’ottima padronanza anche una certa personalità vocale seppure rimangano piuttosto evidenti i riferimenti al timbro e allo stile canoro di Nek. (Matteo Ceschi)

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PABLO E IL MARE, RESPIRO, LIBELLULA 2015

Cover Pablo e Il Mare

Fuori dal tempo. Respiro è un disco fuori dal tempo, lontano da mode sonore, dal cantautorato più trendy e “alternativo”, un po’ nevrotico e che vuole stupire a tutti i costi. Respiro, terza prova dei Pablo e il Mare (voce e chitarra, batteria e percussioni, pianoforte e sintetizzatori, violino, basso elettrico e contrabbasso), è un disco mediterraneo, latino, fresco, pieno di mare, un disco che ti fa stare bene, persino quando, come in A testa alta, si parla della Crisi con la C maiuscola. L’album parte con una milonga gitana, che accompagna il gestore dei bagni Tortuga mentre sistema la sua porzione di spiaggia nel deserto del mattino, prima che parta l’alta stagione. Tortuga è di impatto immediato e riassume la piacevole atmosfera malinconica che scorre per tutto il disco, e forse è per questo che è stato scelto come primo singolo. La delicatezza avvolge Di più, una ballata folk dal ritornello irresistibile, così come quello dell’incalzante Nausicaa. Con Ferdinandea ci si fa trasportare da atmosfere oniriche e acquatiche, lasciandosi affascinare dalla storia dell’omonima isola che apparve e scomparve nel canale di Sicilia. Una leggerissima bossa accompagna l’ascoltatore “a lezione di lentezza” sulla terrazza di Ana Luz (A Bahia). Per contrasto la successiva Ammanta avvolge l’ascoltatore nella nebbia invernale di Venezia, e poi, un po’ come Marco Polo, ci si dirige verso oriente finendo in Giappone, brano che aggiunge tipiche sonorità nipponiche a un impianto rock classico. Respiro si conclude con l’acustica Sottovoce, nella quale due voci si fondono delicatamente con chitarra e violino. Quest’ultimo, insieme al contrabbasso, dà una forte impronta stilistica a tutto l’album del gruppo sapientemente guidato da Paolo Antonelli. (Katia Del Savio)

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IN VINO VERITAS, VIAVAI, 2015

IVV - ViaVai Copertina

Li avevo incrociati, se la memoria non mi tradisce, all’altezza del loro primo album. Oggi come allora a colpire è l’abbinamento musicale-etilico che la band lombarda riesce a produrre. Nel vino, che sia un bicchiere o un’intera bottiglia o, per i più resistenti, qualcosa di più, la formazione “stappata” – mi concederete la licenza del termine  – da Edoardo Favrin e Gianmarco Sgroi ha trovato e continua a trovare quell’ideale strada fluida verso una socialità che mai come oggi ha bisogno di essere rinvigorita ed esercitata con costanza. Sospesi come una giusta punta tanninica tra il rock dei primi Afterhours e la poesia del Gaber più giocoso, gli In vino veritas con Viavai sfiorano  il gusto della perfezione regalandovi la sincerità color rubino di un vino invecchiato. Inutile spendere tempo a descrivervi gli undici episodi dell’album e rovinare così al vostro palato musicale la possibilità di scoprirne ogni singola sfumatura. Viavai va sorseggiato fino al raggiungimento dell’ebbrezza e poi nuovamente, ci risiamo, stappato. La compagnia di amici non farà che aumentare il suo benefico effetto. (Matteo Ceschi)

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IL RE CI HA LASCIATO…

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La scomparsa di B.B. King ha certo lasciato un vuoto, ma pur nel triste momento non si deve dimenticare neanche per un istante il contributo che Riley B. King, al pari del collega Muddy Waters, ha dato alla musica. Non importa il genere; non importa se mainstream o indie, come tanto piace a noi. Comunque sia la sua eredità c’è stata e ci sarà ogni volta che qualcuno metterà mano a uno strumento. Grazie di cuore Riley!

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AMICI E PARTNER DI INDIANA: GRAZIE!

 

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Blues Cave Studio

 

Volendo ringraziare chi fin da subito ci ha sostenuti in questo (quasi) primo anno, e auspicando nuove e proficue collaborazioni, inauguriamo oggi la nostra pagina dedicata ai PARTNER (la trovate nel Menu principale). Un grazie sincero va a Giordano Sangiorgi e il suo MEI, punto di riferimento inossidabile per la scena indipendente italiana, e a Daniele Cocca del Blues Cave Studio, virtuosa e affascinante realtà di mixaggio audio. Non dimenticate di tenervi informati tramite il sito www.meiweb.it, consultando la classifica INDIE MUSIC LIKE e visitando qui la pagina facebook del Blues Cave Studio.

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