IN VINO VERITAS, VIAVAI, 2015

IVV - ViaVai Copertina

Li avevo incrociati, se la memoria non mi tradisce, all’altezza del loro primo album. Oggi come allora a colpire è l’abbinamento musicale-etilico che la band lombarda riesce a produrre. Nel vino, che sia un bicchiere o un’intera bottiglia o, per i più resistenti, qualcosa di più, la formazione “stappata” – mi concederete la licenza del termine  – da Edoardo Favrin e Gianmarco Sgroi ha trovato e continua a trovare quell’ideale strada fluida verso una socialità che mai come oggi ha bisogno di essere rinvigorita ed esercitata con costanza. Sospesi come una giusta punta tanninica tra il rock dei primi Afterhours e la poesia del Gaber più giocoso, gli In vino veritas con Viavai sfiorano  il gusto della perfezione regalandovi la sincerità color rubino di un vino invecchiato. Inutile spendere tempo a descrivervi gli undici episodi dell’album e rovinare così al vostro palato musicale la possibilità di scoprirne ogni singola sfumatura. Viavai va sorseggiato fino al raggiungimento dell’ebbrezza e poi nuovamente, ci risiamo, stappato. La compagnia di amici non farà che aumentare il suo benefico effetto. (Matteo Ceschi)

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