GODBLESSCOMPUTERS, PLUSH AND SAFE, LA TEMPESTA INTERNATIONAL/FRESH YO! 2015

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Non conoscendolo in precedenza, mi sono avvicinata all’ascolto di Godblesscomputers con ancora in testa l’ “endorsement” che Meg aveva fatto nei suoi confronti nel corso dell’intervista rilasciata a Indiana per il Magazine di aprile. Plush and safe sprigiona un’immagine calda dell’elettronica: la moltitudine di suoni inserita in ogni traccia prende spesso una direzione leggera, evocativa, talvolta riflessiva e in altri momenti semplicemente ballabile. Sono pochi, invece, i brani scuri: Touch You è uno di questi. La presenza di Francesca Amati, voce degli Amycanbe, impreziosisce Clouds e Light is changing, ma echi di voci femminili sono presenti in molti momenti. L’uso, invece, della voce maschile ricorda molto le produzioni del caro vecchio Moby (vedi la “souly” Closer). Le 12 tracce si uniscono in unico flusso continuo, caratteristica che da un lato contribuisce a rendere Plush and Safe una sorta di concept album (è il primo progetto completo, dopo la pubblicazione dell’acclamato Ep Veleno), con un’identità sonora ben precisa, dall’altro rischia, in alcuni casi, di dar poco spazio a guizzi di imprevedibilità, elementi essenziali per mantenere alta l’attenzione nei confronti di un disco dalle sonorità prettamente evanescenti. Fra le tracce ambient e quelle più ritmate (come Spirits o Leap in the dark, con quell’improvviso suono come di un vetro spaccato) io propendo decisamente per le seconde. (Katia Del Savio)

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