BOMBAY, BOMBAY, AUTOPRODUZIONE 2015

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Uffa, direte voi. Il solito cantautore che scrive pensieri intimi nella sua “cameretta”, accompagnato solo dalla chitarra acustica. Bombay è questo, Bombay ha calpestato il profondo solco schiacciato da tanti altri cantautori della prima, della seconda e della terza generazione. Quello che conta è che Bombay ci piace. Ci piace per la sua spontaneità, per i suoi testi non pensati per “fare più figo”, spruzzando ironia dappertutto, o tirando fuori dal cilindro le metafore più assurde o ricercate. Bombay è davvero il ragazzo che strimpella la chitarra sulla spiaggia (come nel brano che apre il disco intitolato proprio Il bar sulla spiaggia) e che chiude la canzone dicendo semplicemente “L’estate è finita e tu non ci sei”. Nel suo primo disco troviamo un po’ di Vasco (Hey baby), un bel po’ di Dente e Tricarico (per il timbro vocale al limite della stonatura), ma sembrano essere citazioni inconsce perché la prima, la seconda, la terza generazione di cantautori fanno parte di Bombay, come fanno parte di ognuno di noi. Ecco, Bombay è uno di noi che ha avuto il coraggio di esporsi registrando e facendo ascoltare la propria musica. La differenza è che quando lui canta si crea una sorta di magia, che rende speciale la quotidianità, mentre noi possiamo continuare a cantare sotto la doccia sperando che nessuno ci senta. (Katia Del Savio)

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