ULAN BATOR, ABRACADABRA, OVERDRIVE/ACID COBRA/GOODFELLAS 2016

Ulan Bator

Se qualcuno mi chiedesse ora di consigliare un disco rock, la mia scelta sarebbe fulminea e senza esitazione: Abracadabra degli Ulan Bator. Si è trattato, e lo spero lo sarà per voi, di una questione di pelle. Mi sono bastati pochi secondi per convincermi di quanto ora vi sto sinceramente raccontando. Chaos apre le danze con la voce sciamanica di Amaury Cambuzat a guidare nuove e vecchie schiere di rockers stanche di promesse mai mantenute. Il sound è cupo, granitico ma sa mantenere una vena poetica essenziale per arrivare dritto al cuore. Essenziale, appunto, ma anche esistenziale ed esistenzialista la nuova creatura degli Ulan Bator. Di fronte a quest’opera c’è il rischio di perdersi, ma è un pericolo che si corre serenamente consapevoli che Cambuzat e soci (Ceccotti, Johnston e Mastrisciano) possiedono e hanno fatto intrinsecamente proprio il coraggio di ripercorrere la storia per dimostrare al pubblico una via di fuga dai cliché. L’ossessione sonora di Coeurreida è un manifesto d’intenti rivoluzionari che troverà in tutti voi convinti sostenitori e divulgatori. Con Abracadabra il rock torna finalmente a sanguinare e a vivere. (Matteo Ceschi)

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