HIBOU MOYEN, FIN DOVE NON SI TOCCA, PRIVATE STANZE 2016

Giacomo Radi dopo anni di musica rock (Dafne, Sistema, Rosemary’s Lane) si è preso una pausa per assecondare una sempre più pressante esigenza di scrivere canzoni: è così che è nato il progetto solista Hibou Moyen, con le sue trame acustiche e intimistiche, giunto qui al secondo album. Con la produzione artistica di Umberto Maria Giardini – precedentemente noto come Moltheni – la musica di Hibou Moyen guadagna in varietà di registri, perché è vero che il tono dell’album è perlopiù delicato, intimo, introspettivo, ma qualche virata energica c’è e non poteva essere altrimenti, per un lavoro che con sincerità e passione si immerge nelle profondità dell’animo umano, scandagliando vette e abissi di tutto lo spettro dei sentimenti. Il colore generale è in prevalenza plumbeo, come la copertina lascia intuire, ma non mancano momenti più lievi e ariosi (Miei nodi, per esempio). Il titolo del lavoro è preso in prestito da un verso della bellissima Il naufragio del Nautilus, pezzo d’apertura fra i più riusciti dell’intero album. (Elisa Giovanatti)

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