Tag Archives: 1980s electronic music

WHITE BIRCHES, DARK WATERS, BIRDS WILL SONG FOR YOU 2015

White Birches

L’opera nata dall’incontro tra Jenny Gabrielsson Mare e Fredrik Jonasson vi si appiccicherà morbosamente addosso. Che la Svezia sia una fucina di talenti in pochi ormai lo ignorano, ma, nonostante ciò, ancora in molti ancora si attardano alla sua scoperta. Nel panorama dell’elettronica più sofisticata in pochi erano riusciti finora ad iniettare in profondità le laceranti proposte della noise e dell’industrial music. Sebbene rimanga percepibile durante tutto l’ascolto un’impronta tipicamente Eighties, quella inconfondibile della prima metà del decennio, Dark Waters spinge le sue lame oscure a fondo nel futuro ampliando ulteriormente il vocabolario della musica elettronica. Le radici dei White Birches sono forti e in salute – i Depeche Mode fluiscono nei Kraftwerk e viceversa – e questo permette loro di scegliere di volta in volta la strada sonora più congeniale da percorrere: Here It Comes parte in sordina per poi esplodere in una trama ritmica à la Radio GaGa; Thousand Yard Stare, invece, accarezza atmosfere più morbide ma non per questo immuni al fascino della notte. Sarebbe un vero peccato se un lavoro simile non circolasse nel nostro paese. (Matteo Ceschi)

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PUNTInESPANSIONE, L’ESSERE PERFETTO, U.d.U. ULULATI RECORDS/AUDIOGLOBE

PUNTInESPANSIONE

Dall’epoca del loro esordio con l’album Una dialettica particolare (2006) la band pugliese di strada ne ha percorsa. Tra una tappa e l’altra delle loro peregrinazioni, i PUNTInESPANSIONE hanno lentamente mutato il tiro delle bordate sonore spostandosi progressivamente dal folk delle origini a un rock che, con l’ultimo lavoro, trova una propria e precisa identità abbracciando un’ampia galassia di elementi di elettronica. Il definitivo passaggio alla corte di Elvis Presley è avvenuto anche grazie a Gaetano Camporeale e Antonio Porcelli, rispettivamente tastierista e tecnico del suono di Caparezza, collaboratori capaci di stuzzicare a sufficienza il barbuto quintetto tanto da spingerlo a fare proprio il concetto permeabile di crossover. Ascoltando le nove tracce del disco si intuisce presto che ai PUNTInESPANSIONE piace molto giocare con le citazioni alla ricerca di possibili ponti tra un presente in continua evoluzione, crossover, appunto, e un passato che non ha ancora esploso l’ultima parola. Noir, brano dedicato all’endemica piaga del lavoro nero, è la perfetta cartolina di questa “attitude”: insistenti richiami alla electro-pop dei primissimi anni Ottanta – i Krisma non vi dicono niente? – sanno rendere, grazie alla loro inconfondibile musicalità pop, ancora più diretto e forte il messaggio del testo. Ad un primo, ad un secondo e anche a un terzo ascolto, L’essere perfetto dimostra di possedere tutte le note giuste per diventare uno dei migliori album del 2015. (Matteo Ceschi)

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VIET CONG, VIET CONG, JAGJAGUWAR 2015

Viet Cong_easy

Da Calgary, stato dell’Alberta, Canada, fanno il loro esordio sulla scena indie rock d’oltreoceano i Viet Cong con l’omonimo album. Un sound in bilico tra variazioni post-punk e una profonda infatuazione per le derive psichedeliche più pure – per intenderci quella della golden age di San Francisco nei Sixities – fanno dei Viet Cong una delle novità più interessanti del panorama alternativo internazionale. E se a ciò aggiungiamo anche un uso moderato e sapiente di electronic tricks anni Ottanta, allora la miscela sonora potrebbe davvero diventare instabile. Intendiamoci, i ragazzi non si sono affatto prefissi di riscrivere la storia del rock, ma con il coraggio delle loro idee sono certamente riusciti ad attirare l’attenzione di molti non solo in patria. Più in generale l’impressione che si ha ascoltando le sette tracce dell’album – i testi scivolano verso un esistenzialismo soft ben incarnato dal verso “What is the difference/ between love and hate?” – e di una sfrenata gioia per la scoperta di suoni, atmosfere e ritmi, un aspetto, quest’ultimo, ben evidente nella monumentale March of Progress. Correte ad accaparravi una copia, datemi retta, saranno soldi ben spesi. (Matteo Ceschi)

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