Tag Archives: acustico

VERONICA MARCHI, NON SONO L’UNICA, QUI BASE LUNA 2018

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Non conosciamo la vita privata di Veronica Marchi, ma ascoltando questo disco si può intuire che sia nato dopo un periodo di crisi, un disco di riflessione interiore profonda e un incoraggiamento alla propria rinascita, alla ricostruzione. Cose che danno fastidio, ad esempio, racconta di nevrosi quotidiane, di una sorta di depressione che non ti fa uscire di casa, del senso di solitudine, il tutto raccontato però senza drammaticità, con quel distacco che fa intuire che forse il peggio è passato. Non è nelle stelle è il successivo suggerimento a prendere in mano la propria vita, non pensando che tutto dipenda dall’esterno, dagli altri, ma che provenga soprattutto dal nostro modo di essere e dallo nostra forza di volontà, stesso concetto ripreso ad esempio in L’unica, da cui è tratto il titolo dell’intero album. Veronica canta in modo molto diretto, limpido e senza filtri e sa toccare le corde più profonde di noi stessi; la sua scrittura non contempla grandi metafore, né ammiccamenti, ma è sempre convincente. Rispetto alle produzioni precedenti, di impronta quasi esclusivamente acustica, qui Veronica e i suoi collaboratori hanno voluto aggiungere, in alcuni casi, arrangiamenti più elaborati e l’uso di strumenti elettronici, che danno maggior rotondità e una vena più pop alla sua produzione, senza togliere autenticità e intimismo. (Katia Del Savio)

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IAN FISHER, NERO, SNOWSTAR RECORDS 2016

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Un country-folk-rock dolce e sanguigno allo stesso tempo si diffonde nelle orecchie scaldando il nostro cuore. Ian Fisher viene dal Missouri, ma da anni gira per l’Europa, ora è di stanza a Berlino,  è passato di recente dall’Italia per un tour di quasi 15 date. Il suo cantautorato dalle forti connotazioni statunitensi, è ricco di umanità, di lirismo e di malinconia. Chitarre acustiche, pianoforte, pedal steel guitar formano l’ossatura sonora di Nero. La delicatissima voce di Alexia Peniguel (cantante australiana nota con il nome artistico A Seated Kraft) accompagna Ian in molte tracce, e banjo, basso, mandolino e wurlitzer spuntano in alcuni episodi fornendo un’atmosfera decisamente country a questo album di debutto intimo ed emozionante. Anche la voce di Ian funge da strumento acustico dall’ampia cassa armonica: ascoltare la conclusiva Just like a stranger per credere. Gli arrangiamenti ridotti al minimo fanno di Nero un disco caldo ed essenziale allo stesso tempo. Consigliamo di ascoltarlo accovacciati sul divano con una bella coperta di lana e una candela accesa. (Katia Del Savio)

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BOMBAY, BOMBAY, AUTOPRODUZIONE 2015

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Uffa, direte voi. Il solito cantautore che scrive pensieri intimi nella sua “cameretta”, accompagnato solo dalla chitarra acustica. Bombay è questo, Bombay ha calpestato il profondo solco schiacciato da tanti altri cantautori della prima, della seconda e della terza generazione. Quello che conta è che Bombay ci piace. Ci piace per la sua spontaneità, per i suoi testi non pensati per “fare più figo”, spruzzando ironia dappertutto, o tirando fuori dal cilindro le metafore più assurde o ricercate. Bombay è davvero il ragazzo che strimpella la chitarra sulla spiaggia (come nel brano che apre il disco intitolato proprio Il bar sulla spiaggia) e che chiude la canzone dicendo semplicemente “L’estate è finita e tu non ci sei”. Nel suo primo disco troviamo un po’ di Vasco (Hey baby), un bel po’ di Dente e Tricarico (per il timbro vocale al limite della stonatura), ma sembrano essere citazioni inconsce perché la prima, la seconda, la terza generazione di cantautori fanno parte di Bombay, come fanno parte di ognuno di noi. Ecco, Bombay è uno di noi che ha avuto il coraggio di esporsi registrando e facendo ascoltare la propria musica. La differenza è che quando lui canta si crea una sorta di magia, che rende speciale la quotidianità, mentre noi possiamo continuare a cantare sotto la doccia sperando che nessuno ci senta. (Katia Del Savio)

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