Tag Archives: blog musicale

VOCI PER LA LIBERTA’ – VINCONO I GRACE N KAOS

GRACENKAOS

Si chiamano Grace N Kaos e vengono da Rovigo. Sono i vincitori della sezione Emergenti del Premio Amnesty International Italia, contest che si è concluso ieri 21 luglio nell’ambito del festival “Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty” a Rosolina Mare (RO). Il gruppo ha presentato la canzone “Nero” sul tema dello sfruttamento del lavoro agricolo e del caporalato. Inoltre i Grace N Kaos e si sono aggiudicati anche il premio del pubblico e avranno la possibilità di suonare in tour grazie a NuovoImaie. Il premio delle critica è andato a Giulio Wilson con il brano “Budapest”. Sempre nella serata conclusiva si è esibito Roy Paci, che con “Salvagente”, cantato in coppia con Willie Peyote, ha vinto il premio per la sezione big. Nella giuria composta da giornalisti, addetti ai lavori ed esponenti di Voci per la Libertà e Amnesty International era presente anche Indianamusicmag.

Advertisements
Tagged , , , , , , , , , , , ,

INDIANA PLAYLIST ESTATE 2019

IndianaPlaylistEst19E’ arrivata l’Indiana Playlist dell’estate! Come sempre i Tre Piccoli Indiani vi propongono suggestioni sonore molto eterogenee, tutte da gustare. Veri e propri miti internazionali si mescolano a pilastri della scena indipendente italiana e ad artisti emergenti tutti da scoprire. Buon ascolto, be indie be free!

Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

LIBERO, 9 TERRE, TERRA SOLARE 2019

LiberoReina

Nonostante Binnajah (Buona fortuna), scelto come singolo e come brano di apertura ricordi immediatamente ciò che la Bandabardò faceva più di 20 anni fa, basta passare ai brani successivi per capire che Libero ha un modo tutto personale di interpretare la musica folk nel 2019. Cantato spesso in siciliano, 9 terre utilizza tutti gli strumenti del momento per rendersi contemporaneo senza perdere l’ancoraggio alle radici. Non è facile scrivere un album che fonda sonorità tradizionali con la freschezza data dall’uso dell’elettronica. Libero Reina ci è riuscito dai monti Sicani (in provincia di Agrigento) dove vive suonando chitarra acustica, elettrica, mandolino, armonica, ukulele, piano, didjeridoo, Pad e synth elettronici. Alcuni brani hanno un’attitudine lo-fi e sono semplicemente acustici, come Involuzioni, in altri, come la italo-siculo-francese Au Maghreb, è l’elettronica a farla da padrone. In altri ancora acustica, elettrica ed elettronica si fondono. Il risultato è molto interessante: He yama yo ha dentro di sé echi mediorientali e loop alla Fatboy Slim. Il meraviglioso suono del dialetto siciliano è poi l’ingrediente imprescindibile del disco. Ascoltate ad esempio la dolcissima Angela e mi darete ragione. (Katia Del Savio)

https://indianamusicmag.wordpress.com

 

 

Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

PILLOLE INDIANE, TRE DISCHI DA ASCOLTARE

Cover OSSITOCINA 3000X3000

SAFFELLI – OSSITOCINA – OYEZ 2019

Nell’infinito elenco di nuovi cantautori, ormai definiti semplicemente “indie”, che si stanno affacciando sul mercato discografico negli ultimi anni, il nome Saffelli merita una pennellata di evidenziatore. Dopo aver prodotto alcuni singoli, è uscito ora con un ep composto da quattro brani intitolato Ossitocina. Il suo elettro-pop è fresco e mescola immagini quotidiane, perlopiù ambientate nella sua Milano. Così il titolo Alaska non deve ingannare, parla di “viale” Padova, di droga, di master inutili, di paprika e della nebbia che non c’è più. In Amore miope l’inciso spinge di più sulla trap ed entra a pieno nel mondo degli amori giovanili in cui la realtà, levata la patina finta delle foto su Instagram, può risultare deludente. La notte milanese multietnica fatta di tangenziali, insegne, mezzi pubblici che attraversano la città e sogni per il giorno dopo è la protagonista di Fastfood. Il brano più debole dell’EP è quello di chiusura, Una vita e 4 giorni, qui la storia e le immagini utilizzate sembrano poco centrate. Interessante il fatto che il nome produttore del disco, Polezky, sia scritto sulla copertina accanto all’interprete.

 

Vertigini EP - copertina

LUANA CORINO – VERTIGINI – RED MUSIC 2019

Rap, soul e r’n’b sono gli ingredienti principali di Vertigini, l’ep di Luana Corino, ragazza veneta che prima si faceva chiamare LaMiss. La cosa che colpisce subito, oltre alla rotondità della voce di Luana, è l’ottima fusione di queste sonorità black con la lingua italiana, impresa non facile . L’ep contiene cinque tracce, ognuna che rappresenta una donna con età e storie diverse. Interessante poi scoprire che regia e scenografia del video di Non ti piacevo abbastanza sono state curate dall’artista stessa. Senza scimmiottare i suoi colleghi maschi, Luana si muove bene in un ambito musicale solitamente poco femminile rendendolo invece molto femminile. Una ragazza da tenere d’occhio.

DaBomb

 

 

THE HIGH JACKERS – DA BOMB – MUSIC FORCE/TOKS 2019

Tutti i colori della black music sono inseriti nel godibile primo lavoro degli udinesi The High Jackers, tredici elementi che formano una big band di tutto rispetto, capitanati dal cantante, bassista autore e produttore di tutti i brani Stefano Toboga. La voce calda, nera e avvolgente di Stefano si amalgama bene con il funky di If I don’t have you, Everybody’s burning (qui le simpatie per i Red Hot Chili Peppers sono evidenti) e You made me mad (invece qui siamo più dalle parti di Curtis Mayfield), ma anche con il rock morbido di Going crazy (dove emerge una piacevole somiglianza con il timbro di Ben Harper), con il rock-blues di Stunned and diz, nel delicato soul (stile Stax) di Hush now, ma anche nel rock “scomposto” di Live it, nella jazzy The wrong side of the street, nella semi-rappata This is the sound e così via. Da bomb è un disco con una produzione molto ben fatta, suonato da ottimi musicisti, che dal vivo spaccheranno di sicuro. (Katia Del Savio)

Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

VERONICA MARCHI, NON SONO L’UNICA, QUI BASE LUNA 2018

1440x1440

Non conosciamo la vita privata di Veronica Marchi, ma ascoltando questo disco si può intuire che sia nato dopo un periodo di crisi, un disco di riflessione interiore profonda e un incoraggiamento alla propria rinascita, alla ricostruzione. Cose che danno fastidio, ad esempio, racconta di nevrosi quotidiane, di una sorta di depressione che non ti fa uscire di casa, del senso di solitudine, il tutto raccontato però senza drammaticità, con quel distacco che fa intuire che forse il peggio è passato. Non è nelle stelle è il successivo suggerimento a prendere in mano la propria vita, non pensando che tutto dipenda dall’esterno, dagli altri, ma che provenga soprattutto dal nostro modo di essere e dallo nostra forza di volontà, stesso concetto ripreso ad esempio in L’unica, da cui è tratto il titolo dell’intero album. Veronica canta in modo molto diretto, limpido e senza filtri e sa toccare le corde più profonde di noi stessi; la sua scrittura non contempla grandi metafore, né ammiccamenti, ma è sempre convincente. Rispetto alle produzioni precedenti, di impronta quasi esclusivamente acustica, qui Veronica e i suoi collaboratori hanno voluto aggiungere, in alcuni casi, arrangiamenti più elaborati e l’uso di strumenti elettronici, che danno maggior rotondità e una vena più pop alla sua produzione, senza togliere autenticità e intimismo. (Katia Del Savio)

Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

VOCI PER LA LIBERTA’ – UNA CANZONE PER AMNESTY: I VINCITORI

unnamed (2)Si è conclusa domenica 22 luglio la 21ma edizione di Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty, la rassegna che ogni anno premia gli artisti, big ed emergenti, che si sono distinti per aver realizzato canzoni di qualità sui diritti umani. Il riconoscimento per la sezione big è stato vinto da Brunori sas con “L’uomo nero”, cantautore che si è anche esibito da solista, voce e chitarra, sul palco di Rosolina Mare nel corso dell’ultima serata del festival. Il premio dedicato agli emergenti, valutato da una giuria composta, fra gli altri anche da Katia Del Savio di Indianamusicmag, è andato dai Pupi di Surfaro (nella foto il cantante Totò Nocera) con “Gnanzou”, brano che narra della fuga di un migrante verso un porto sicuro. Il gruppo di Caltanissetta, con l’album autoprodotto “Nemo profeta”, è anche fra i finalisti del Premio Tenco. Il loro è un tosto “nu kombat folk”  che non lascia indifferenti. Il Premio della Critica è andato al cantautore, anche egli siciliano (di Pantelleria) Danilo Ruggero. Il premio del pubblico è stato assegnato a La Malaleche, trio che propone patchanka folk.

Tagged , , , , , , , , , , , , , ,

LIZ VICE, SAVE ME, LIZ VICE MUSIC 2018

LizViceSaveMejpg

A distanza di quattro anni dal disco di debutto, Liz Vice, da Portland (Oregon), protagonista di una delle prime interviste di Indiana, torna con il secondo album. Una leggera pioggia apre il brano Drift Away, un gospel in cui la voce Liz dimostra di essere evoluta, di aver acquisito una profondità che nel precedente There’s a light mancava ancora. La ragazza cresciuta in una chiesa in Drift away parla della deriva dove rischia di finire chi non riesce ad “ancorare” Gesù. E dopo questo brano emotivamente forte e quasi spettrale la successiva Baby Hold alleggerisce un po’ l’atmosfera con un soul in perfetto stile Stax, con i fiati in evidenza e un coro a sostenere la potente voce di Liz. Brick to brick, dal suono più essenziale ed elettronico, invece, strizza più l’occhio a sonorità contemporanee, e con il suo crescendo non starebbe male anche nelle corde vocali di Adele (decisamente uno dei miei brani preferiti!). Nella successiva Red Roses, la rilassatezza della voce e dell’arrangiamento dolcemente soul richiama invece Sade. Fancy Feet, in bilico fra jazz e soul, è un inno a credere in se stessi prima di aspettarsi qualcosa dagli altri. La title track Save me parte con un intenso duetto fra la voce di Liz e il pianoforte, per allargarsi alla presenza di archi e cori sul finale, una richiesta d’aiuto: “Perché non mi salvi da me stessa”?. Pare sia il primo brano che la Vice abbia mai scritto. Il disco si conclude con Where can I go, un morbidissimo r’n’b che si chiude sfumando troppo velocemente. “Già finito? Ci viene da chiedere…” In effetti otto tracce sembrano un po’ poche per racchiudere il talento di Liz. Rispetto a There’s a light, Save me è più eterogeneo e cupo, come se la cantautrice avesse nel frattempo perso una sorta di spensieratezza e la copertina con l’uccello imbrigliato fra corde strette la dice lunga in questo senso.  Katia Del Savio

 

 

 

 

 

Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

CARLOT-TA, MURMURE, INCIPIT/EGEA 2018

Murmure_Cover album alta

Con l’introduzione epica e tetra di Virgin of the Noise Carlot-ta ci fa subito capire il mondo sonoro dove verremo trascinati ascoltando l’intero album Murmure. Il minimo comune denominatore delle 11 tracce è l’uso dell’organo a canne, strumento di cui la cantautrice ventisettenne si è innamorata già qualche anno fa: “Per suonarlo devi necessariamente spostarti nel suo spazio, cosa che non succede con nessun altro strumento. Non lo puoi possedere. Ogni movimento attiva un meccanismo complicato, che fa entrare l’aria nelle canne e lo fa respirare. È come dare vita a un animale, enorme e grottesco. Ti fa sentire potente, e allo stesso tempo carico di un timore reverenziale”, ha dichiarato la stessa Carlotta Sillano. L’uso di questo strumento dona un tono teatrale a tutto il disco, ma si presta a diverse declinazioni sonore, come in Sparrow, dove l’organo è accompagnato da synth e batterie elettroniche. In Garden of love Carlot-ta riprende l’omonima poesia di William Blake e qui l’organo cade a pennello per le atmosfere gotiche, ma non troppo, riprese anche in Samba Macabre, un ipnotico brano dove lo strumento a canne rincorre le percussioni. Conjuntions è una dolce danza medievale, unica canzone dove sono presenti gli archi, ovvero le viole da gamba. Le Valse de Conifère, pezzo in francese contenuto in un album cantato per il resto tutto in inglese, sembra in bilico fra lo Yann Tierssen di Amelie e un’interpretazione di Edith Piaf. La dolcissima Minstrel è resa onirica dall’arpa, ma anche qui l’organo non manca e si esprime in tutto il suo fascino nella seconda metà del brano, che si conclude invece con il pianoforte, strumento solitamente usato da Carlot-ta, e da una batteria elettronica. Churches sembra una ballata celtica, che avrebbe potuto cantare Dolores O’Riordan in un album dei Cranberries. Nella conclusiva To the Lighthouse si parte con la delicata voce della protagonista accompagnata solo dall’organo, come in un canto di chiesa (dove in parte è stato registrato l’album), che pian piano si fa sempre più drammatico. Solo in Glaciers la voce di Carlot-ta è accompagnata da una chitarra acustica, non abbandonando però, grazie al riverbero della voce, il tono un po’ inquietante che accompagna tutto Murmure. Pioggia, montagne, fiumi, animali, piante e altri elementi della natura sono presenze che rendono il disco ancora più magico e misterioso e quel recupero di atmosfere gotiche ricorda un po’ il movimento pittorico ottocentesco dei preraffaelliti. Le ambientazioni nordiche sono giustificate anche dai luoghi dove il disco è stato registrato oltre all’Italia: Svezia e Danimarca. In più, alla produzione hanno partecipato alcuni componenti del Greenhouse Studio di Reykjavik, lo stesso dove hanno registrato Bjork, i Sigur Ross, Damon Albarn e i Cocorosie. Carlot-ta dice di ispirarsi alle statunitensi Julia Holter, Marissa Nadler e alla mitica Diamanda Galàs. Sta di fatto che per il panorama italiano la cantautrice e musicista piemontese emerge per originalità. Vale la pena recuperare anche i due precedenti album: Make me a Picture of the Sun del 2011 e Songs of Mountain Stream del 2014. (Katia Del Savio)

Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

INDIANA PLAYLIST INVERNO

 

INDIANA PLAYLISTGennaio18

Con questa nostra nuova playlist vi auguriamo un ottimo anno in musica (ovviamente indie!). Continuate a seguirci sulle pagine del nostro blog, su Facebook e Twitter. Buon ascolto dai Tre Piccoli Indiani.

 

Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Advertisements
%d bloggers like this: