Tag Archives: Bluvertigo

LEBOWSKI, DISADOTTATI, LEBOWSKI/AUDIOGLOBE 2015

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Disadottati possiede tutto quello che un album dovrebbe avere. Lyrics sarcastiche e pungenti; un groove rock-funk-elettronico assassino privo di cadute; e un traccia capace di fare breccia nella memoria di un elefante, Una vita disarmata che a tutti gli effetti potrebbe suonare come l’ideale continuazione di Una vita spericolata di Vasco Rossi. Dall’inizio alla fine i Lebowski – il nome di chiara origine cinematografica, altro motivo per avere in simpatia la band – riescono a tenere sveglio l’ascoltatore con impennate di stile e attacchi al quotidiano incedere delle cose: tutto nella loro musica procede con la vigile convinzione di potere e volere dire qualcosa e con la certezza di riuscire prima o poi – prima, molto prima, nel caso di chi scrive – a conquistare quel giusto livello di attenzione nel pubblico necessario a inculcare la bellezza e le infinite possibilità del linguaggio pop. Gli otto brani – da Rent to Buy alla già citata Una vita disarmata passando per L’incapiente – denotano un’attenzione al matrimonio tra parole e suono facendo sempre coincidere il ritmo verbale con quello strumentale. A volere cercare riferimenti nel passato, i marchigiani Lebowski saccheggiano la genialità dei primi Bluvertigo, di Bugo e dei Velvet Underground ma al tempo stesso vanno fieri di essere allievi di Rino Gaetano. Concludendo, come non rimanere stregati da un album tra le cui rime primeggia il verso ? In pieno stile Grande Lebowski, non vi pare? E, allora, cosa aspettate? Correte a comprare Disadottati! (Matteo Ceschi)

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PALETTI, QUI E ORA, SUGAR 2015

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Il passato da sound designer di Paletti si sente eccome, in questo densissimo secondo disco, in cui ci si tuffa completamente negli anni ‘80. A chi è cresciuto in quel periodo, non amando troppo le sonorità eltettropop, nel 2015 suscita un sentimento capovolto: un effetto nostalgia che fa apprezzare Qui e ora. E così ascoltare oggi batterie elettroniche martellanti e voce distaccata, un po’ Alberto Camerini e un po’ Krisma, ci riappacifica con quel mondo attraverso il talentuoso Paletti. Ovviamente l’album non è solo questo. Paletti ha un’ottima capacità di scrittura delle melodie che si appiccicano in testa e che non annoiano mai, accompagnate da una vocalità duttile (ne Il suono del silenzio, ad esempio assume una rotondità quasi irriconoscibile). Ma è la parte musicale, che mescola armonicamente pop ed elettronica a colpire maggiormente, a dare una marcia in più alla produzione di Paletti. Non è l’unico che ultimamente ha deciso di mischiare le carte del cantautorato: con Colapesce e Cosmo, ad esempio, con le dovute differenze, Paletti si trova in buona compagnia, . A questo punto si può scegliere fra due strade: ascoltare Qui e ora pensando che sia poco originale perché prima di lui altri (vedi Bluvertigo) hanno scelto il suo stesso stile o quella di lasciarsi andare e apprezzare un piacevolissimo e ottimamente prodotto disco pop. Io ho scelto di percorrere la seconda. (Katia Del Savio)

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VENT’ANNI DI MEI RACCOLTI IN UNA COMPILATION

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In attesa della ventesima edizione del MEI Meeting Etichette Indipendenti (Faenza, 26-28 settembre), le cui adesioni sono ancora aperte (www.meiweb.it), è uscita la doppia compilation “Mei – Un viaggio nel miglior rock indipendente italiano 1994-2014”. La raccolta propone 38 brani degli artisti che hanno fatto la storia della musica alternativa in Italia: dai Marlene Kuntz ai Bluvertigo, dai Diaframma ai Baustelle, dai 99 posse a Le Luci della Centrale Elettrica.

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