Tag Archives: cantautorato femminile

VERONICA MARCHI, NON SONO L’UNICA, QUI BASE LUNA 2018

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Non conosciamo la vita privata di Veronica Marchi, ma ascoltando questo disco si può intuire che sia nato dopo un periodo di crisi, un disco di riflessione interiore profonda e un incoraggiamento alla propria rinascita, alla ricostruzione. Cose che danno fastidio, ad esempio, racconta di nevrosi quotidiane, di una sorta di depressione che non ti fa uscire di casa, del senso di solitudine, il tutto raccontato però senza drammaticità, con quel distacco che fa intuire che forse il peggio è passato. Non è nelle stelle è il successivo suggerimento a prendere in mano la propria vita, non pensando che tutto dipenda dall’esterno, dagli altri, ma che provenga soprattutto dal nostro modo di essere e dallo nostra forza di volontà, stesso concetto ripreso ad esempio in L’unica, da cui è tratto il titolo dell’intero album. Veronica canta in modo molto diretto, limpido e senza filtri e sa toccare le corde più profonde di noi stessi; la sua scrittura non contempla grandi metafore, né ammiccamenti, ma è sempre convincente. Rispetto alle produzioni precedenti, di impronta quasi esclusivamente acustica, qui Veronica e i suoi collaboratori hanno voluto aggiungere, in alcuni casi, arrangiamenti più elaborati e l’uso di strumenti elettronici, che danno maggior rotondità e una vena più pop alla sua produzione, senza togliere autenticità e intimismo. (Katia Del Savio)

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MIMOSA, HURRAH, LA TEMPESTA DISCHI 2018

 

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Come promesso, per questo secondo album Mimosa fonde il suo amato pianoforte a sonorità elettroniche. Si parte con Overture/Bang!: pochi secondi di piano rassicurante, seguiti da note schiacciate con rabbia liberatoria, che lasciano il posto a sonorità rarefatte, spaziali, per poi ritrasformarsi nella calma dell’inizio. Insomma, una sorta di big bang da dove è partito il disco e che contiene già alcuni degli elementi che lo compongono. Gli 11 brani di Hurrah rappresentano la coerenza artistica di Mimosa, sempre in bilico fra una contemporanea Alice nel paese delle meraviglie, con la sua voce un po’ bambina, con le sue fragilità e con tanta energia positiva, e la donna consapevole della sua forza, ironica e sensuale. Hurrah dimostra quanto Mimosa sia un’artista libera di giocare con la musica, con le parole, con la sua immagine e di far emergere tutte le sfumature, la complessità dell’animo femminile. L’album si conclude con la rallentata canzone d’amore Angeli, in cui la cantante/attrice duetta con Davide Toffolo, che con la sua La Tempesta Dischi ha – come si usa dire in questi casi – “voluto fortemente questo disco”. Tra il big bang e gli angeli in mezzo Bio-logica riflette sul rapporto fra istinto e ragione, Pro-memoria si concentra sul senso di precarietà (brano intimo ed emozionante), Videovita parla della vicenda del bambino siriano Aylan, trovato morto su una spiaggia turca mentre fuggiva dalla guerra, e di come la famosa foto sia stata strumentalizzata. La titletrack, per la sua frenesia pianistica ricorda stilisticamente La terza guerra (dall’album precedente per il quale l’avevamo intervistata qui) e punta a vedere le cose in positivo, nonostante le “rovine sullo sfondo”, mentre in Mordimi forte si dà sfogo a un erotismo animalesco. Hurrah contiene anche i singoli pubblicati prima dell’uscita dell’album: Evoluzione, una sorta di mantra sul passaggio della vita da una generazione all’altra e Attentato al cuore, martellante brano ricco di passione. La parte elettronica del disco è affidata alle sapienti mani di Filo Q, artista, dj e produttore genovese che può vantare molte collaborazioni e un recente progetto che si chiama Istituto Italiano Di Cumbia, che coinvolge diversi artisti. Come dicevamo l’immagine è un aspetto molto importante dell’espressione artistica di Mimosa, che mantiene parallelamente la sua carriera di attrice, sopratutto teatrale. Lo si evince sia dalla copertina del cd in cui compare orgogliosamente a petto nudo dipinta d’argento e con i bicipiti in evidenza in segno di forza, che dai tre video che ha realizzato per Evoluzione, Attentato al cuore e Hurrah dove grande personalità, amore per i colori e l’immancabile ironia non passano inosservati. (Katia Del Savio)

 

 

 

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INDIANA PLAYLIST AUTUNNO

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Torna l’INDIANA PLAYLIST in versione autunnale con 40 minuti di pura musica indie, dieci tracce da sbucciare a una a una come le castagne, per ricominciare da capo. Buon appetito a tutti gli affamati di musica dai Tre Piccoli Indiani.

 

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VERDIANA RAW, WHALES KNOW THE ROUTE, PIPPOLA MUSIC 2016

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Cantautrice, pianista e performer teatrale, la fiorentina Verdiana Maria Dolce allarga l’ensemble del progetto Verdiana Raw (che includeva già Antonio Bacchi alla chitarra e Fabio Chiari alla batteria) grazie all’incontro con Paolo Favati (fondatore di Pippola Music, qui bassista e co-produttore) ed Erika Giansanti (viola, violino, violoncello). Il risultato è un lavoro originalissimo, difficilmente inquadrabile, atipico anche laddove il discorso musicale si convoglia in forme pop-rock più canoniche (Time Is Circular, Amina’s). Molto curato nel sound e negli arrangiamenti, l’album dà spazio a sonorità corpose di piglio rock (emblematica The Disaster) pur mantenendo ben salde le radici nella formazione classica dell’artista. È, tutto sommato, una ballata pop-rock anche On The Road To Thelema, che presenta però un’altra caratteristica tipica della musica di Verdiana Raw: lo sconfinamento frequente nell’esoterico e in una scura new wave. I gorgheggi vocali, i riverberi eterei, i testi oscuri e qualche accento messianico sono evidentissimi qui come nella titletrack (le balene, memoria millenaria del mondo, voce delle emozioni profonde, conoscono istintivamente la rotta dei loro tragitti oceanici e sono il totem attorno a cui ruota il concept del disco), o ancora in Planets, pezzo bellissimo in cui le acrobazie vocali di Verdiana lasciano a bocca aperta, mentre la grazia del suo tocco al pianoforte si combina a meraviglia col lavoro della violista Erika Giansanti. Spazio alla delicatezza e all’evocatività, poi, con Durme Durme (rivisitazione di una ninna nanna sefardita) e la strumentale According To Satie. Disco dalle innumerevoli sfaccettature, Whales Know The Route merita certamente un ascolto. Qui sotto il teaser, per incuriosirvi. (Elisa Giovanatti)

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MIMOSA: SOSPESA TRA GRAZIA E IRONIA

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Numero doppio, aprile-maggio, di INDIANA MUSIC MAGAZINE, dove con grandissimo piacere ospitiamo Mimosa, artista poliedrica, divisa tra musica e recitazione, che ci ha stupiti con il suo primo disco, La terza guerra. Tra contagiose risate e spruzzate di grazia e ironia, Mimosa ci ha concesso una generosissima intervista per la quale non possiamo fare altro che ringraziarla. Fidatevi di noi Indiani e andate alla scoperta di un’artista che noi sosteniamo con tutto il nostro affetto. E se non vi basta, troverete un gustoso racconto “gonzo style” dedicato a Shilpa Ray e due validi consigli discografici, Explosions In The Sky e Caravan Palace. Come sempre il download è gratuito: cliccate sulla copertina e buona lettura!

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INDIANA PLAYLIST SETTEMBRE

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Per non farvi intristire troppo in questo inizio di autunno vi proponiamo una medicina antidepressiva: la musica! Eccoci allora a presentarvi i 12 brani dell’ INDIANA PLAYLIST di SETTEMBRE, che si apre e si chiude con due voci femminili: Tracey Thorn, con la sua intimista Let me in e Joss Stone con la sensuale-mediterranea Let me breathe. E per rimanere in tema di cantautorato femminile troviamo più avanti la struggente Fakhita, tratta dal bel disco di debutto di Mimosa. E poi la nostra selezione si addentra nei più svariati meandri sonori, dal cantautorato folk di Fraser A. Gorman – qui con Book of love, contenuta nell’album Slow gum, in bilico fra Bob Dylan e Lou Reed – al metal dei tedeschi Child of Caesar, rappresentato dal brano Lost Scarifice,  fino allo slowcore dei Low, che qui potete assaggiare nell’ipnotica The Innocents. Non ci resta che augurarvi buon ascolto!

BBBB

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