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CASA DEL MIRTO: SU INDIANA IL TRIO RIVELAZIONE DI STILL

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Cliccate sulla copertina! È online da oggi il nuovo numero di INDIANA MUSIC MAGAZINE, dedicato questa volta alla Casa Del Mirto, trio rivelazione di Still, che si racconta in una bella intervista ripercorrendo l’avventura dell’ultimo album e spaziando fra musica, arte figurativa e molto altro. Yuko, Ibeyi e Di Oach sono le recensioni che completano questo numero 6; non poteva mancare il nostro INDIANA MUSIC CONTEST che guadagna ulteriori cinque mesi. Via col download, è gratis!

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CASA DEL MIRTO, STILL, GHOST RECORDS 2014

CasaDelMirto

Non fatevi ingannare dal nome un po’ rustico. Casa del Mirto è un trio composto dal fondatore Marco Ricci (voce, sampler, synth), da Raffaele Ricci (sintetizzatore) e da Luigi Segnana (basso e voce) che propone sonorità elettroniche, chill out, trip-hop, e tanto altro, creando atmosfere eteree che poco corrispondono all’immagine rurale del nome che si sono scelti. Naturalmente musica elettronica non significa mancanza di emozioni e Still, terzo lavoro in studio e primo per la preziosa Ghost Records, lo dimostra attraverso brani come la delicatissima Invisibile, che ospita l’artista californiana Avalon Omega, voce e stile trip-hop che ricorda la Skye dei Morcheeba. Non a caso il brano è stato scelto come primo singolo dell’album, la cui copertina è un’immagine realizzata addirittura da Michael Stipe e che quelli della Casa del Mirto hanno usato naturalmente con il permesso dell’ex R.E.M. E’ invece opera della pittrice newyorkese Alyssa Monks l’immagine della copertina dell’album, che ben rappresenta le sensazioni liquide e gelatinose che il disco sprigiona in ogni sua traccia (vedi in particolare Last blue wind). Prima di svilupparsi nelle attuali direzioni musicali il progetto di Marco Ricci si concentrò sulla musica da club e sulla house in particolare; qualche reminescenza di queste sonorità è ben presente, in chiave rivisitata nel brano molto eightees  Pressure o nella ritmata What I see inside of me. Ma è la cosiddetta IDM (intelligent dance music) nata negli anni ’90, a fare da motore a Still, specialmente in brani come A picture of (con i suoi sorprendenti cambi di rotta) e in Last blue wind, mentre scavando sotto Butterfly si trovano tracce di pop, preponderanti anche in Reflex e nelle melodie dell’avvolgente Where You Stand. Bello, infine, l’uso del pianoforte ad aprire e chiudere il disco con Paralyzed e con la titletrack. Still è un disco da ascoltare e riascoltare per lascirasi trasportare da ogni sua piega sonora ed emotiva. Il disco verrà pubblicato nel Regno Unito a gennaio. Questa recensione è presente anche nel nostro foglio di informazione n. 2 scaricabile nella sesione Magazine. (Katia Del Savio)

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