Tag Archives: country-folk music scene

WHITNEY, LIGHT UPON THE LAKE, SECRETLY CANADIAN 2016

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Arrivo con un certo ritardo alla scoperta di Light Upon The Lake, ma per fortuna ci arrivo, e farlo d’estate, con tutto quello che l’estate si porta dietro (il caldo, la spossatezza, la voglia di vacanze e di evasione) non è affatto male. Anche perché questo disco è perfetto da ascoltare in macchina col finestrino abbassato, nei vostri stanchi vagabondaggi pre vacanzieri, e capita anche che ci faccia dimenticare di essere in una tangenziale milanese trasportandoci per un po’ nelle sconfinate lande americane, con il sole battente e il vento che scompiglia i capelli. I protagonisti sono Max Kakacek, ex chitarrista degli Smith Westerns, e Julien Ehrlich, ex batterista degli Unknown Mortal Orchestra, qui anche voce. La voce, ecco, bisogna dirlo subito: un falsetto a volte un po’ mieloso, che o ti piace subito o non ti piace. Il duo, coadiuvato da un buon numero di altri musicisti, fra cui William Miller con il suo prezioso contributo ai fiati, si è formato l’anno scorso ed esordisce inserendosi perfettamente nella tradizione del folk-rock più classico: il pensiero va immediatamente agli anni ’70 (Neil Young, The Band), ma anche a Jeff Tweedy e i suoi Wilco, se vogliamo avvicinarci ai nostri giorni. No Woman, il primo soave brano, è di una luce abbagliante, e per intensità emozionale è di sicuro uno dei vertici di questo album. Si procede poi speditamente, in un delicato soft-rock fatto di piccole miniature, pezzi di pochi minuti dalla scrittura squisitamente melodica, infarciti di Americana e CSN&Y (la bellissima titletrack), di speranze, spensieratezza e insieme nostalgia, ma sempre a finestrino abbassato (No Matter Where We Go). Niente di rivoluzionario, intendiamoci, semplicemente un bellissimo disco. Serve altro? (Elisa Giovanatti)

 

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LERA LYNN, THE AVENUES, LERA LYNN MUSIC 2014

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Innovare e risultare originali pur rimanendo legati alla tradizione è una delle imprese più difficili per un artista. Lera Lynn, giovane stella del folk country rock originaria di Houston, ci riesce e lo fa in una maniera tutta sua che fa gridare al miracolo. <WOW!> Assurta agli onori della cronaca d’oltreoceano per l’ospitata al David Latterman Show, la Lynn nel giro di pochi mesi è uscita con tre album uno più bello dell’altro (tutto, e ne siamo molto grati, in free-download sulla piattaforma NoiseTrade.com) sfidando ogni sensata legge di mercato. Il coraggio ha pagato, possiamo oggi affermare, e ha regalato al pubblico una voce che, senza timore di venire fulminati, suona in maniera originalissima come un’evoluzione tutta al femminile del Bob Dylan di Self Portrait. Il legame con le radici del folk c’è e non viene nascosto, così come fece agli esordio Sheryl Crow, ma invece di risultare una pesantissima palla al piede si trasforma in un flessibile trampolino di lancio verso la nota che deve essere ancora suonata. Individuare un brano piuttosto che un altro è un’impresa quantomai ardua nel caso di The Avenues e dei suoi due gemelli Have You Met Lera Lynn? e Lying in the Sun: il consiglio è di lasciarsi andare agli umori della giornata e scoprire la canzone più adatta a voi. Io, nel momento di scrivere queste righe, ho scelto Standing on the Moon e Letters. (Matteo Ceschi)

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