Tag Archives: Enrico Farnedi

INDIANA PLAYLIST APRILE

indiana-playlistcover

Credevate che ci fossimo dimenticati… ma eccoci qui con l’INDIANA PLAYLIST di APRILE! Come sempre c’è l’imbarazzo della scelta: da Imperfezione di Meg, artista antesignana della nuova generazione degli elettro-cantautori e protagonista con un’interessante intervista del nostro MAGAZINE di aprile, alle eleganti sonorità pop-dance dei bolognesi Wolther Goes Stranger, dal jazz-rock-funk di Disco in ferro dei bravissimi Moorder al folk in siciliano di Malutempu sapientemente creato da Salvo Ruolo, dal pop-rock semplice e romantico di Enrico Farnedi (qui in Fammi vedere) al post-punk di Mad Truth degli inglesi The Pop Group (prossimamente recensiti su Indiana), dalle geniali sperimentazioni di Iosonouncane (qui con Carne) all’indie-folk di Courage degli irlandesi Villagers (domani la recensione del loro album sarà online) fino ad arrivare all’hip-hop industriale dei Death Grips (qui con Billy Not Really). In tutto 13 brani da assaporare qui in streaming. Buon ascolto.

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ENRICO FARNEDI, AUGURI ALBERTA, BRUTTURE MODERNE/SIDECAR 2015

 

Enrico Farnedi, Auguri Alberta (copertina)

Immerso nelle dinamiche dello stile di vita occidentale, intrappolato nelle sue origini, nella sua terra, nelle piccole cose di ogni giorno, Enrico Farnedi ha conservato ironia e romanticismo, ma soprattutto la capacità di prendere il largo con l’immaginazione, consegnandoci un secondo album che dietro l’immediatezza e la spensieratezza di molte melodie nasconde tanta serietà e sensibilità: parole semplici e schiette, oggetti e situazioni della nostra quotidianità, persino un ghiacciolo che si squaglia, trovano una dignità artistica grazie ad arrangiamenti audaci e originalissimi e ad un immaginario un po’ surreale che tiene tutto insieme. Sonorità delicate – anche nei brani più rock – avvolgono racconti di vite comuni e i moti di sommessa ribellione di chi guarda ciò che ci circonda senza riuscire a sciogliere del tutto le catene: ed ecco allora che l’evasione sognante e surreale (Vulcano, Fammi Vedere, La Canzone Dei Pesci, con ukulele, archi, tromba e cembali per una perfetta resa sonora del surreale) diventa una spinta necessaria e vitale, mentre guardiamo tutti ad Alberta – la signora che dà il titolo all’album e alla titletrack – con uno sguardo di sincera ammirazione per la forza che anima l’esistenza comune di questa donna, nella capacità di non rinunciare, di sognare e reinventarsi, di partire da operaia e arrivare finalmente a scrivere libri. Un’altra donna, un’anziana in bicicletta, resiste e sogna ai tempi della guerra in Vendemmia, altro brano che affonda le radici nella terra di provincia. Serio e ironico, distaccato e romantico, Farnedi canta le piccole cose e sotto sotto ci convince di quanto di eroico ci sia nelle esistenze comuni. (Elisa Giovanatti)

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