Tag Archives: Giovanni Lindo Ferretti

GABRIELE MITELLI O.N.G., CRASH, PARCO DELLA MUSICA RECORDS 2017

Nuovo lavoro di Gabriele Mitelli, interessantissimo trombettista ormai bel noto sul panorama nazionale, Crash è un album che, per scelta, convoglia la creatività del giovane bresciano in tre lunghe suite piuttosto che in singoli pezzi: questo per lasciare più spazio possibile alla pratica dell’improvvisazione, per favorire la libertà d’espressione, per assecondare il flusso di quanto prende corpo strada facendo. Il risultato è un percorso musicale d’assieme – Mitelli è qui inserito in un quartetto di prim’ordine – a cui l’ascoltatore si avvicina prudente, accolto (si fa per dire) da tutta la ruvidezza noise che costituisce l’inizio di Frequency, ma nel quale non può che rimanere intrappolato, grazie ad un’esplosione di creatività ambiziosissima e perfettamente riuscita, in pieno controllo. Le tre suite, passando per incursioni rock e post punk, trovano il modo di omaggiare Sun Ra (anche con richiami espliciti a Lanquidity) e, scelta audace e inaspettata, A tratti dei C.S.I. di Giovanni Lindo Ferretti. Il quartetto all’opera è di altissima qualità, ed è responsabile della creazione di atmosfere acide e psichedeliche: oltre allo stesso Mitelli (pocket trumpet ed elettronica) troviamo alla batteria Cristiano Calcagnile, insieme al quale Mitelli aveva partecipato a Multikulti Cherry On (Caligola Records 2016), bellissimo progetto ispirato a Don Cherry, che del resto sembra essere una delle principali fonti d’ispirazione di questo Crash; quello che sembra un basso è invece la bellissima chitarra baritono di Gabrio Baldacci, mentre l’altra straordinaria chitarra elettrica è quella di Enrico Terragnoli. Lavoro molto denso, merita grande attenzione. (Elisa Giovanatti)

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EMILIANO MAZZONI, COSA TI SCIUPA, GUTENBERG MUSIC 2014

Emiliano Mazzoni 3

Dall’Appennino modenese la voce languida di Emiliano Mazzoni riscalda il cuore. Ascoltando il suo cantautorato al pianoforte, viene in mente l’immagine intima di uno chalet di montagna dove fuori scende una gelida neve e dentro ci si protegge con una coperta davanti al camino scoppiettante. Cosa ti sciupa, secondo lavoro solista dove Mazzoni è accompagnato da Luca Rossi (ex componente degli Üstmamò e collaboratore di Giovanni Lindo Ferretti), è composto da una serie di ballate, che vanno dalla morbida Diva alla spaghetti western Nell’aria c’era un forte odor, dalla ritmata Ma perché te ne vai (una delle nostre preferite) al notturno classicheggiante di Ciao tenerezza, fino al valzer di Non lascirami qui. Le radici dello stile di Emiliano affondano nel cantautorato italo-francese (vedi Fabrizio De André) e nelle produzioni indie-rock più pregiate. Lui non fa nulla per nascondere questi riferimenti anzi, li esalta con l’intensità dell’interpretazione, con la meticolosa scrittura dei testi e con la precisione degli arrangiamenti. (Katia Del Savio)

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NON, SACRA MASSA, GARAGE RECORDS/EL-SOP 2014

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Se avete ancora nostalgia dell’estate questo disco non fa per voi. Con Sacra massa siamo nel pieno dell’inverno, l’inverno dell’anima. Fin dal nome che si sono scelti, i NoN, trio toscano composto da Andrea Zingoni (voce e chitarra), Massimo Leggieri (basso) e Alvaro Buzzegoli (batteria e voce), ognuno dei quali già attivo da anni con diverse formazioni, mettono le carte in tavola: nessuna speranza per l’umanità. Le sei tracce di Sacra massa sviluppano questo concetto attraverso un rock cupo, ipnotico e dilatato, che a tratti ricorda il gruppo norvegese, ormai ahimé sciolto, Madrugada. Ma mentre la band nordica usava il languore delle chitarre principalmente per strazi amorosi, i quali qui compaiono solo nella cavalcata new-wave Peccato, ai NoN serve soprattutto per farci capire che è arrivata La fine del mondo, che “eravamo già morti perché da terra non vedevamo la paura degli altri”- come recita il killer dell’incalzante La farfalla sul mirino – e per raccontare, con uno stile alla Giovanni Lindo Ferretti, di una “notte passata a fare a botte” (Un’altra notte), o di un tizio che attraversa la strada con in mano una pistola: vicenda descritta con un efficace stile cinematografico nella conclusiva, industriale, L’uomo che sarà. Benvenuti nel catramoso inferno dei NoN! (Katia Del Savio)

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