Tag Archives: indianamusicmag

INDIANA PLAYLIST L’ESTATE STA FINENDO 2018

IndianaPlaylistAprileGialloL’estate sta finendo, ma noi la vogliamo omaggiare con una playlist con pezzi da portarsi dietro anche quando il sole calerà alle 5 di pomeriggio e la coperta di Linus dovrà essere un po’ più pesante. Godetevi 48 minuti di musica indiana!

Advertisements
Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

IL NUOVO STUDIO DI RICK RUBIN IN ITALIA? IN PROVINCIA DI SIENA

IMG_2794

Uno studio santuario.
La tenuta — negli States la chiamerebbero semplicemente ranch — sorge in mezzo alla fitta vegetazione di un bosco di querce e faggi tagliato da una tipica strada bianca del senese. Una di quelle strade su cui le macchine talvolta arrancano lasciandosi dietro nubi di fine ed appiccicosa polvere bianca.
Il complesso comprende, oltre alla dimora principale riconoscibile per il suo balcone d’epoca incoronato da colonnine, anche altri edifici una volta adibiti a magazzini e stalle. Ci saranno parecchi lavori da fare per riportarla al suo antico splendore. Poi c’è il terreno che corre tutto intorno e poi ancora oltre fino al confine con quello di un’altra grande e nota (da queste parti) proprietà.
Siamo in provincia di Siena, in Val d’Elsa, località X. E qui, dove meno te lo aspetteresti, sorgerà il nuovo studio di Rick Rubin, uno dei produttori musicali più geniali e coraggiosi degli ultimi trent’anni.
I dettagli dell’operazione ancora sono “segreti”, ma come si sa, nelle piccole comunità le voci corrono e superano boschi, colline e irte strade bianche.
La gente chiacchiera, appunto, e gli osti non fanno che confermare quel che tutti ormai sanno. , dicono in un posto. Alla sera un altro oste fa di più e aggiunge Annuisco in maniera amichevole e mi permetto di aggiungere, Ormai distante l’oste,
Chiacchiere a parte, ci si chiede come verrà il nuovo studio-santuario di Rubin.
Ancora presto per dirlo.
Mancano ancora piccolissime distanze da limare tra le parti dell’affare. Quisquiglie. Qualche migliaio di euro, probabilmente. Una goccia in un oceano.
Certo, questo lo si può affermare con certezza, il buon Rick non si sentirà solo da queste parti vista la nutrita compagine di gente di lingua inglese che da anni ha deciso di venire a vivere in queste splendide e ancora a tratti selvagge lande. Tra una session di registrazione e l’altra — è mia convinzione che dopo il Cherubini, altri artisti nostrani si rivolgeranno a lui —non mancheranno inviti per il thé delle cinque o per una cena con vista tramonto sulle colline.
Ancora più certo è il fatto che in un simile contesto la wilderness — regina nonostante l’umana ed ingombrante presenza — e l’isolamento contribuiranno non poco ad acuire e acutizzare i sensi degli artisti invitandoli a seguire unicamente i propri istinti.
Rubin, come ha sempre fatto, in quel caso li lascerà sfogare per poi riportarli verso la strada bianca. Solo a quel punto, solo allora, dalla nube di polvere comincerà a emergere e a prendere forma il suono. Lo farà con la forza genuina e l’irruenza dell’uomo delle caverne uscito finalmente dalla grotta. A noi non resta che aspettare al tavolo di una trattoria il nuovo Blood Sugar Sexy Magic. (Matteo Ceschi)

Tagged , , , , , , , , , , , , , ,

LIZ VICE, SAVE ME, LIZ VICE MUSIC 2018

LizViceSaveMejpg

A distanza di quattro anni dal disco di debutto, Liz Vice, da Portland (Oregon), protagonista di una delle prime interviste di Indiana, torna con il secondo album. Una leggera pioggia apre il brano Drift Away, un gospel in cui la voce Liz dimostra di essere evoluta, di aver acquisito una profondità che nel precedente There’s a light mancava ancora. La ragazza cresciuta in una chiesa in Drift away parla della deriva dove rischia di finire chi non riesce ad “ancorare” Gesù. E dopo questo brano emotivamente forte e quasi spettrale la successiva Baby Hold alleggerisce un po’ l’atmosfera con un soul in perfetto stile Stax, con i fiati in evidenza e un coro a sostenere la potente voce di Liz. Brick to brick, dal suono più essenziale ed elettronico, invece, strizza più l’occhio a sonorità contemporanee, e con il suo crescendo non starebbe male anche nelle corde vocali di Adele (decisamente uno dei miei brani preferiti!). Nella successiva Red Roses, la rilassatezza della voce e dell’arrangiamento dolcemente soul richiama invece Sade. Fancy Feet, in bilico fra jazz e soul, è un inno a credere in se stessi prima di aspettarsi qualcosa dagli altri. La title track Save me parte con un intenso duetto fra la voce di Liz e il pianoforte, per allargarsi alla presenza di archi e cori sul finale, una richiesta d’aiuto: “Perché non mi salvi da me stessa”?. Pare sia il primo brano che la Vice abbia mai scritto. Il disco si conclude con Where can I go, un morbidissimo r’n’b che si chiude sfumando troppo velocemente. “Già finito? Ci viene da chiedere…” In effetti otto tracce sembrano un po’ poche per racchiudere il talento di Liz. Rispetto a There’s a light, Save me è più eterogeneo e cupo, come se la cantautrice avesse nel frattempo perso una sorta di spensieratezza e la copertina con l’uccello imbrigliato fra corde strette la dice lunga in questo senso.  Katia Del Savio

 

 

 

 

 

Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

MEGANOIDI, DELIRIO EXPERIENCE, LIBELLULA MUSIC 2018

l-pack2b

Inutile perdersi in presentazioni, meglio lasciare partire Delirio Experience e trovare la giusta lunghezza d’onda per farsi coinvolgere dalla band genovese. Sono passati anni dagli esordi discografici, ma i Meganoidi non sembrano avere perso neanche una caloria dell’energia che li aveva sospinti fuori dall’underground fino ad arrivare all’attenzione di un pubblico più ampio. C’è, evidentemente, l’ombra saggia della maturità su questo sesto lavoro in studio che porta a riflessioni  su quanto accade nella quotidianità a partire dal personale per arrivare fino a una visione più ampia della società. Il rock incalzante di Tutto è fuori controllo è un modo di dare forma alla caos e alla cacofonia di una quotidianità che troppo spesso pare avere perso la bussola. In Bye bye presente, altro pezzo tirato,  prevale invece una visione più sarcastica del mondo: il ritornello bye bye presente mi han detto che hai da fare per carnevale e non mi seguirai la dice tutta sul dramma di una contemporaneità in fuga da se stessa verso un futuro che non poggia su salde fondamenta. A volere cercare a tutti i costi un paragone nel panorama attuale, direi che quest’ultima eccellente fatica dei musicisti liguri si avvicina molto al mood blues-rock di Mike Ness e dei Social Distortion. (Matteo Ceschi)

Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

MARA REDEGHIERI, RECIDIVA, LULLABIT 2017

mara-redeghieri-recidiva-copertina.jpg

A 15 anni dallo scioglimento della band reggiana che ha fatto un pezzo della storia della musica indipendente italiana, gli Üstmamò, la notizia che Mara Redeghieri sarebbe uscita con un disco solista ha procurato una certa emozione a chi, come me, non è più una ragazzina. Con tanta curiosità mi sono quindi dedicata all’ascolto di Recidiva, un album che mantiene quel filo che collega il presente al passato, fusione fra elettronica e pop, che negli anni ‘90 rappresentava una ventata di novità (eravamo in pieno trip-hop), amalgamate con la voce caratteristica di Mara, qui utilizzata spesso con toni teatrali, come ad esempio in Pestifera (cattura della), accompagnata da ritmi reggae tanto amati proprio in quegli anni, nella title track e in Nella casa, pezzi totalmente recitati. Non a caso, fra le attività che la Redeghieri ha intrapreso in questi anni di silenzio discografico c’è stata la recitazione. Augh, che apre il disco, richiama lo stile dei CSI, compagni di merende degli Üstmamò, con i quali registrarono anche un album live (insieme anche ai Disciplinatha), ma aggiorna ai nostri tempi il sarcasmo sulla condizione degli sfruttati (badanti, lavoratori in nero per 18 ore), così come nell’inquietante, cinematografico e commovente Uomo nero, che descrive con inquadrature efficaci il viaggio dei migranti dal deserto fino all’attraversamento del Mediterraneo con i barconi (uno dei brani più riusciti, non solo per il tema toccato). Recidiva racconta storie, come quella di Cupamente, che sotto le mentite spoglie di un brano leggero racconta di un avaro palazzinaro, crea atmosfere, agrodolce in Anni luce, giocosa in Essere umana. Insomma, l’album è un continuo stimolo concettuale, sonoro e vocale, e la forza di Mara, dopo tanti anni resta soprattutto l’uso spericolato, divertito, sicuro e originale della sua voce. (Katia Del Savio)

Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

INDIANA CONTEST, IL BILANCIO

indiana-music-contest_web1 2

Cari amici di Indiana, un anno fa, in concomitanza con il debutto del blog e del magazine mensile, abbiamo lanciato il nostro primo contest, in collaborazione con Il Blues Cave Studio di Daniele Cocca e con MEI/Audiocoop, rivolto ad artisti ancora privi di contratto discografico. Come potete vedere qui avevamo messo in palio il mixaggio analogico di tre brani proprio presso il nostro partner Blues Cave Studio, il servizio fotografico realizzato dal nostro Matteo Ceschi e l’intervista di copertina sul magazine. A distanza di un anno dobbiamo ammettere che abbiamo ricevuto troppo poco materiale e non ce la siamo sentita per ora di decretare un vincitore. Forse il motivo principale di questo risultato è che siamo stati troppo fiduciosi nella nostra creatura già dai suoi primi vagiti. Ma come tutti i neogenitori che si rispettino abbiamo imparato a non avere fretta e a rispettare i giusti tempi. Ovviamente non escludiamo di rilanciare l’iniziativa in futuro. Per ringraziare comunque chi ha creduto in noi fin da subito, prossimamente pubblicheremo qualche contenuto e informazione sugli artisti che si sono affidati al nostro entusiasmo e alla nostra pregressa esperienza. Il motto di Indiana resta sempre: be indie be free.

Matteo Ceschi, Elisa Giovanatti e Katia Del Savio

Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

SEGUITE INDIANA SU FACEBOOK E TWITTER

indiana_facebook

Cari amici, ad agosto i tre piccoli indiani hanno rallentato un po’ il ritmo dei loro post, ma non sono andati del tutto in vacanza…continuate a seguirli con qualche notizia dal mondo indipendente su Facebook e Twitter.

Tagged , , , , ,

INDIANA MUSIC CONTEST PROSEGUE FINO AL PROSSIMO 15 SETTEMBRE

INDIANA MUSIC CONTEST_web

Il contest lanciato lo scorso 15 ottobre in collaborazione con il Blues Cave Studio di Daniele Cocca e con il MEI/AdioCoop guadagna cinque mesi e arriva fino al prossimo 15 settembre. Il premio per il vincitore – che verrà giudicato da una giuria di specialisti – rimane lo stesso: il mixaggio di 3 brani condotto con apparecchiature vintage analogiche da Daniele Cocca e un servizio giornalistico completo (intervista e servizio fotografico per il nostro magazine e visibilità sul sito del MEI/AudioCoop). Partecipare non costa nulla! Cosa aspettate a mandarci i vostri demo!

The winner of INDIANA MUSIC CONTEST will be rewarded with the mixing of 3 tracks at Daniele Cocca’s Blues Cave Studio (a studio with anagogic equipments located in Grumello del Monte, Bergamo). Any band without a record contract can enroll in the competition (genres: rock, hard-rock, metal, folk, blues and pop). Three songs must be sent in digital format via We Transfer no later than September 15, 2015. Jury members are INDIANA’s editors, Daniel Cocca himself and Giordano Sangiorgi, MEI/Audiocoop’s President. The winner will also be featured on the cover of INDIANA MUSIC MAGAZINE (in free-download on the official website) with an adjoining exclusive interview.

Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

INDIANA PLAYLIST FEBBRAIO

indiana-playlistcover

Dal folk all’elettronica, dal cantautorato al punk, dall’Italia agli Stati Uniti, eccovi la nuova infornata di 10 brani che stanno tormentando le nostre menti indiane questo mese. Ascoltate, condividete e commentate l’INDIANA PLAYLIST DI FEBBRAIO. Continuate a seguirci anche su Facebook e Twitter. Ne approfittiamo per annunciarvi che INDIANA ha superato le 10 mila visite! Grazie a tutti voi. Ora non ci resta che augurarvi un buon ascolto (fate scorrere la barra di Spotify fino in fondo). Matteo Ceschi, Elisa Giovanatti e Katia Del Savio.

Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

SLEAFORD MODS PRESTO IN ITALIA E SU INDIANA

Sleaford Mods

L’esplosivo duo punk-hip hop di Nottingham, recensito da Indiana lo scorso novembre (https://indianamusicmag.wordpress.com/2014/11/04/sleaford-mods-divide-and-exit-harbinger-sound-2014/), arriverà in Italia per tre date in primavera. Gli Sleaford Mods saranno a Roma (in una sede ancora da definire) venerdì primo maggio, a Bologna (Covo Club) il 2 e a Milano (Biko) il 3. A queste tre prime e attesissime date ne faranno seguito altre in autunno. Vi anticipiamo che prossimamente pubblicheremo una piccante intervista rilasciata dai ragazzi a Indiana. Stay tuned!

Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Advertisements
%d bloggers like this: