Tag Archives: indie music charts

RECORD SELLER’S MONTHLY CHOICE – GIUGNO 2015

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Quasi in coincidenza con il primo anniversario della messa on-line di INDIANA, inauguriamo una nuova collaborazione con lo storico negozio di dischi di Milano Rossetti Records & Books (vedi pagina partner). Maurizio & Aron, i titolari, ci suggeriranno ogni mese il titolo di un disco indipendente, nuovo o classico, che stanno spingendo di più nel loro punto vendita. Il nostro vivissimo consiglio è di prestare occhio ai loro suggerimenti e, se siete di strada, passare a trovarli in via Cesare da Sesto 24, a Milano, a pochi metri dalla fermata della metropolitana S. Agostino. Non perdetevi, allora, il box colore arancione sulle nostre pagine!

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ANDREA ASCOLESE, TI PORTERÒ, PROGETTI DADAUMPA/MATERIALI MUSICALI 2015

Andrea Ascolese

Blues e pop a braccetto come solo il sentiero musical-culturale dell’ormai rinomata Via Emilia riesce a mettere insieme. Sono questi gli elementi di maggior spicco del disco d’esordio di Andrea Ascolese, cantautore e compositore laureato in Civiltà afro-americana, che pare rinverdire con una precisa manciata di note il fermento e l’entusiasmo che animarono decenni addietro la regione. Ad accompagnare gli otto brani della tracklist una spiccata propensione per il ritmo che colora le composizioni di piacevoli sfumature black, dal blues già citato di La rete fino alle impressioni delicate di atmosfere caraibiche di Via Cipro, 63. Ascolese dimostra oltre a un’ottima padronanza anche una certa personalità vocale seppure rimangano piuttosto evidenti i riferimenti al timbro e allo stile canoro di Nek. (Matteo Ceschi)

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INDIANA PLAYLIST FEBBRAIO

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Dal folk all’elettronica, dal cantautorato al punk, dall’Italia agli Stati Uniti, eccovi la nuova infornata di 10 brani che stanno tormentando le nostre menti indiane questo mese. Ascoltate, condividete e commentate l’INDIANA PLAYLIST DI FEBBRAIO. Continuate a seguirci anche su Facebook e Twitter. Ne approfittiamo per annunciarvi che INDIANA ha superato le 10 mila visite! Grazie a tutti voi. Ora non ci resta che augurarvi un buon ascolto (fate scorrere la barra di Spotify fino in fondo). Matteo Ceschi, Elisa Giovanatti e Katia Del Savio.

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PUNTInESPANSIONE, L’ESSERE PERFETTO, U.d.U. ULULATI RECORDS/AUDIOGLOBE

PUNTInESPANSIONE

Dall’epoca del loro esordio con l’album Una dialettica particolare (2006) la band pugliese di strada ne ha percorsa. Tra una tappa e l’altra delle loro peregrinazioni, i PUNTInESPANSIONE hanno lentamente mutato il tiro delle bordate sonore spostandosi progressivamente dal folk delle origini a un rock che, con l’ultimo lavoro, trova una propria e precisa identità abbracciando un’ampia galassia di elementi di elettronica. Il definitivo passaggio alla corte di Elvis Presley è avvenuto anche grazie a Gaetano Camporeale e Antonio Porcelli, rispettivamente tastierista e tecnico del suono di Caparezza, collaboratori capaci di stuzzicare a sufficienza il barbuto quintetto tanto da spingerlo a fare proprio il concetto permeabile di crossover. Ascoltando le nove tracce del disco si intuisce presto che ai PUNTInESPANSIONE piace molto giocare con le citazioni alla ricerca di possibili ponti tra un presente in continua evoluzione, crossover, appunto, e un passato che non ha ancora esploso l’ultima parola. Noir, brano dedicato all’endemica piaga del lavoro nero, è la perfetta cartolina di questa “attitude”: insistenti richiami alla electro-pop dei primissimi anni Ottanta – i Krisma non vi dicono niente? – sanno rendere, grazie alla loro inconfondibile musicalità pop, ancora più diretto e forte il messaggio del testo. Ad un primo, ad un secondo e anche a un terzo ascolto, L’essere perfetto dimostra di possedere tutte le note giuste per diventare uno dei migliori album del 2015. (Matteo Ceschi)

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SONARS, JACK RUST AND THE DRAGONFLY IV EP, DILRUBA RECORDS 2015

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E se il movimento psichedelico fosse arrivato all’insaputa del grande pubblico fino agli anelli di Saturno? Con ogni probabilità mi dareste ormai come perso in vaneggiamenti fantascientifici. Ma sarei costretto con delicatezza a smentirvi invitandovi a partecipare a un esaltante happening sul gigantesco Titano, una delle lune del pianeta appena nominato. I Sonars – per due terzi inglesi purosangue, i fratelli Paysden, e per un terzo italiano, Serena Oldrati – vengono da Bergamo e portano con loro un’innata e spontanea gioia sonora che, presto o tardi, farà emergere in voi quel côté hippie che manco vi ricordavate di possedere. Le quattro tracce, montate insieme per narrare le peripezie dell’immaginario – non si sa quanto – capitano Jack Rust, non vi opporranno alcuna resistenza e dischiuderanno orizzonti che solo in parte possiamo ritenere terrestri. Il mood del disco non riconduce solo ai Beatles, sempre loro, ma dipinge un percorso artistico che è riuscito a fare di tutta la psicadelia, anche quella più pop, una ragione sufficiente per vivere bene con se stessi. Il brano Dragonfly IV, è il migliore esempio della camaleontiche doti di questo trio che promette già da ora di avviare un’interessante tradizione. (Matteo Ceschi)

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