Tag Archives: Jimmy Page

JACK WHITE, ACOUSTIC RECORDINGS 1998-2016, THIRD MAN REC. 2016

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Se vogliamo dirla tutta, non bisogna essere per forza un fan sfegatato di Jack White per apprezzare la sua opera musicale. Intendiamoci, non stiamo certo parlando di Mozart o Hendrix, giusto per chiarirci, ma solo – e scusate se è poco – di un musicista che ha dapprima saputo rinverdire i fasti chiassosi del garage, quindi ha regalato con una saggia operazione di revival splendore inatteso alla scena folk-rock statunitense. Con il nuovo doppio album – un’antologia che per stessa ammissione dell’autore prende spunto dalle “strimpellate” insieme a Jimmy Page e The Edge (per il documentario It Might Get Loud) e rilegge in chiave acustica quasi dieci anni di carriera – Mr. White pare avere voluto dare maggiore peso a quel lato roots su cui da sempre poggiava la sua epica garage. Nella tracklist c’è spazio per il classico Hotel Yorba, così come per Love Is the Truth, delicato commercial registrato per la Coca-Cola, e City Lights, un inedito dei White Stripes del 2005 completato per l’occasione, una composizione “acida” nelle tonalità ma assolutamente matura nella forma. Presenti, perché più adattabili alla filosofia acustica rispetto al repertorio dei Dead Weather, alcuni dei brani dei Raconteurs. Ampio spazio, trattandosi di un album a firma Jack White III, è lasciato alla più recente produzione solista degli ultimi quattro anni con l’interessante B-side Machine Gun Silhoutte. Tutti i titoli della selezione vedono presenti i compagni di sempre: a partire da Meg e dal fidato amico Brendan Benson. Genitori, cercavate un disco per incuriosire i vostri figli e fargli apprezzare il vero gusto dell’ascolto? Acoustic Recordings fa il caso vostro! Il divertimento, questa volta, sarà assicurato non per una ma, bensì, per ben due generazioni! (Matteo Ceschi)

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GEMMA RAY, THE EXODUS SUITE, BRONZERAT RECORDS

 

Gemma Ray - Exodus Suite ARTWORK

The Exodus Suite è un disco fortemente influenzato dalla presenza di 8 mila rifugiati siriani ospitati nell’hangar sotto lo studio berlinese dove è stato registrato. Il clima cupo, dark, a volte ansiogeno di The Exodus Suite è intriso di attualità, ma anche di vita, di umanità. Ascoltarlo diventa così una vera e propria esperienza in cui immergersi, con chitarre distorte, organo, wurlizer che drammatizzano e allo stesso tempo rendono sensuale la musica scritta dalla cantautrice inglese che piace tanto a Nick Cave e Jimmy Page. L’approccio teatrale di Ifs & Buts, si alterna a brani come il surf There Must Be More Than This, più “leggera” musicalmente, ma dai contenuti sempre esistenziali; la progressive We Are All Wandering precede l’inquietante Acta Non Verba, traccia in cui Gemma emette solo degli inquietanti vocalizzi che sembrano arrivare da un mondo sovrannaturale, o l’ossessiva We Do War. Riverberi vocali e sonori (specialmente in Hail Animal), pause, lento incedere (Shimmering) dilatano all’infinito la continua sensazione di essere in bilico fra sensualità e morte. Psichedelia anni ’70, sintetizzatori claustrofobici (l’iniziale Come Caldera e la conclusiva Caldera, Caldera!), ballatone languide (molto bella The Original One), sono accompagnati dalla duttilissima voce di Gemma, che a tratti ricorda Patti Smith e in altri momenti Sinead O’ Connor, lo stile di una cantante degli anni ’60 e una modernissima artista dei nostri tempi. Da non perdere. (Katia Del Savio)

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