Tag Archives: La Tempesta Dischi

MIMOSA, HURRAH, LA TEMPESTA DISCHI 2018

 

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Come promesso, per questo secondo album Mimosa fonde il suo amato pianoforte a sonorità elettroniche. Si parte con Overture/Bang!: pochi secondi di piano rassicurante, seguiti da note schiacciate con rabbia liberatoria, che lasciano il posto a sonorità rarefatte, spaziali, per poi ritrasformarsi nella calma dell’inizio. Insomma, una sorta di big bang da dove è partito il disco e che contiene già alcuni degli elementi che lo compongono. Gli 11 brani di Hurrah rappresentano la coerenza artistica di Mimosa, sempre in bilico fra una contemporanea Alice nel paese delle meraviglie, con la sua voce un po’ bambina, con le sue fragilità e con tanta energia positiva, e la donna consapevole della sua forza, ironica e sensuale. Hurrah dimostra quanto Mimosa sia un’artista libera di giocare con la musica, con le parole, con la sua immagine e di far emergere tutte le sfumature, la complessità dell’animo femminile. L’album si conclude con la rallentata canzone d’amore Angeli, in cui la cantante/attrice duetta con Davide Toffolo, che con la sua La Tempesta Dischi ha – come si usa dire in questi casi – “voluto fortemente questo disco”. Tra il big bang e gli angeli in mezzo Bio-logica riflette sul rapporto fra istinto e ragione, Pro-memoria si concentra sul senso di precarietà (brano intimo ed emozionante), Videovita parla della vicenda del bambino siriano Aylan, trovato morto su una spiaggia turca mentre fuggiva dalla guerra, e di come la famosa foto sia stata strumentalizzata. La titletrack, per la sua frenesia pianistica ricorda stilisticamente La terza guerra (dall’album precedente per il quale l’avevamo intervistata qui) e punta a vedere le cose in positivo, nonostante le “rovine sullo sfondo”, mentre in Mordimi forte si dà sfogo a un erotismo animalesco. Hurrah contiene anche i singoli pubblicati prima dell’uscita dell’album: Evoluzione, una sorta di mantra sul passaggio della vita da una generazione all’altra e Attentato al cuore, martellante brano ricco di passione. La parte elettronica del disco è affidata alle sapienti mani di Filo Q, artista, dj e produttore genovese che può vantare molte collaborazioni e un recente progetto che si chiama Istituto Italiano Di Cumbia, che coinvolge diversi artisti. Come dicevamo l’immagine è un aspetto molto importante dell’espressione artistica di Mimosa, che mantiene parallelamente la sua carriera di attrice, sopratutto teatrale. Lo si evince sia dalla copertina del cd in cui compare orgogliosamente a petto nudo dipinta d’argento e con i bicipiti in evidenza in segno di forza, che dai tre video che ha realizzato per Evoluzione, Attentato al cuore e Hurrah dove grande personalità, amore per i colori e l’immancabile ironia non passano inosservati. (Katia Del Savio)

 

 

 

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GENERIC ANIMAL, GENERIC ANIMAL, LA TEMPESTA DISCHI 2018

Il primo disco solista di Luca Galizia, ventiduenne già chitarrista dei Leute che si nasconde dietro il progetto Generic Animal, è per la verità un lavoro di squadra: i testi musicati da Luca arrivano nientemeno che dalla penna di Jacopo Lietti dei Fine Before You Came mentre l’ottima produzione è stata curata da Marco Giudici e Adele Nigro (Halfalib, Any Other). Le tante mani all’opera però non inficiano l’immediatezza del risultato: Generic Animal è un lavoro fresco e insieme malinconico, sfrontato e insieme vulnerabile, proprio come la voce di Luca. È anche stralunato e preciso: l’andamento stiracchiato della voce, le metriche originali, i ritmi sbilenchi e sincopati, i testi nudi e diretti, inizialmente nascondono sotto un’apparenza lo-fi quelle che sono invece scelte più che ragionate; solo dopo un ascolto più attento tutto questo diventa un preciso intento, un utilizzo creativo e interessante di stilemi dalla provenienza più disparata (hip-hop, soul, anche jazz), un impianto sonoro assolutamente contemporaneo e internazionale, mentre proprio quella sensazione irrisolta che deriva da questo insieme tanto sgraziato di parole e arrangiamenti finisce per costituire grande parte del fascino dell’album. L’atmosfera urbana, il grigiore, l’asfalto, la pioggia, ma anche tanta vita e tanto cuore, insomma la quotidianità che si fa racconto, completano poi il quadro di un ottimo lavoro, che può sicuramente fare presa sul pubblico. (Elisa Giovanatti)

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PREMIO BUSCAGLIONE, ISCRIZIONI APERTE

premioBuscaglione

Al via in questi giorni le iscrizioni, gratuite, al Premio Buscaglione, il concorso biennale dedicato alla figura artistica di Fred Buscaglione, concorso che nelle prime tre edizioni si è affermato come una delle più interessanti manifestazioni nazionali dedicate alla canzone d’autore. Al vincitore verrà riconosciuto un premio di 3000 € e, cosa non da meno, la possibilità di esibirsi in 5 dei festival partner della rassegna; il premio della critica, invece, darà diritto a 1500 € e alla possibilità di esibirsi in 10 dei festival partner della rassegna; il Premio La Tempesta Dischi, infine, consentirà di vedere un proprio brano inserito all’interno della compilation prodotta annualmente della più prestigiosa etichetta indipendente Italiana ed infine il Premio King Kong – Radio 1 consentirà di presentare il proprio progetto all’interno della celebre trasmissione condotta da Silvia Boschero.

Per maggiori informazioni visitare il sito ufficiale del concorso: http://www.sottoilcielodifred.it

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DADAMATTO, ROCOCO’, LA TEMPESTA 2014

CV_Dadamatto

Nell’anno in cui scompare il grande Francesco Di Giacomo, papà del progressive italiano, un gruppo nato solo 10 anni fa pubblica un disco dalla forte impronta prog. I Dadamatto hanno già alle spalle tre album, ma per Rococò sono riusciti ad agguantare un contratto con La Tempesta Dischi, etichetta che non sbaglia mai un colpo, dando così una svolta alla loro carriera, anche in termini di visibilità. Non basta, il disco, davvero interessante, è prodotto da Marco Caldera, già curatore del fortunato album dei Massimo Volume Aspettando i barbari (e non a caso il loro leader Emidio Clementi presta qui la voce nel brano America), mentre la copertina in stile settecentesco è stata realizzata dall’originale cantautrice Maria Antonietta. Date tutte queste premesse possiamo finalmente entrare in Rococò, facendoci trascinare dalle atmosfere decadenti e da un mondo sonoro dilatato, che sa di mobili impolverati abbandonati in una villa disabitata, dove una volta si svolgevano feste dell’alta società. Ma qui i fantasmi non c’entrano, anche se l’uso del theremin in Marina e del mellotron in tracce come la coinvolgente Pluridimensionalità forniscono un tocco di mistero, c’entra invece l’evocazione di un’epoca lontana, proprio come quella dello stile artistico rococò, sontuosa ma elegante, ironica ed erotica. I Dadamatto, Marco Imparato, Andrea Vescovi e Michele Grossi, con Rococò sono riusciti a creare un mondo, uno stile, senza forzature, né autocompiacimento. (Katia Del Savio)

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