Tag Archives: London music scene

GENGAHR, A DREAM OUTSIDE, TRANSGRESSIVE 2015

gengahr

Album di debutto dei Gengahr – band di North London ancora semi sconosciuta in Italia, nonostante l’apertura della data milanese degli Alt-J lo scorso febbraio, ma già ottimamente accolta in patria – A Dream Outside ha un’apparenza che potrebbe ingannare: melodie psych-pop estremamente accattivanti, unite al falsetto di Felix Bushe, creano motivi in cui si vorrebbe sguazzare per ore, avvolti dalle chitarre effettatissime, note cariche di riverbero che creano ambienti sognanti e fantastici. La prima traccia, Dizzy Ghosts, chiarisce subito quale sia il sound dell’album, con una partenza lieve che sfuma man mano in sonorità più corpose e rock. Seguono, uno dietro l’altro, pezzi che più catchy non si può. Eppure, dicevamo, non c’è solo apparenza: l’atmosfera leggera e sbarazzina non cela del tutto testi a volte inquietanti, più spesso stranianti (popolati da streghe, creature marine, fantasmi, voglie vampiresche e sentimenti non sempre nobili), così come non nasconde piccole increspature del sound, brevi derive quasi noisy (Ember) e, soprattutto, anche molta sostanza. Difficile scegliere i brani migliori: forse Heroine e Lonely As A Shark, di ispirazione vagamente Radiohead, forse She’s A Witch e Bathed In Light, coi loro motivi orecchiabilissimi, ma anche la quasi strumentale Dark Star… Quel che è certo è che arrivati alla fine viene voglia di ricominciare. (Elisa Giovanatti)

Advertisements
Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

THE THIRST: IL FUNK-ROCK SCUOTE LE STRADE DI LONDRA

The Thirst, early June 2015_easy

Ruvidi quel tanto che basta da fare risaltare le mille sfumature funk ben al di sopra della prepotente matrice rock, i The Thirst suonano ancora in strada – nell’occasione in cui li ho incontrati e fotografati, nella centralissima Tottenham Court Road – e distribuiscono a mano il loro EP, Laugh with the Sinners. Ma hanno già in cantiere un album (in arrivo entro la fine dell’anno) e l’idea di scuotere la scena musicale inglese ed europea fino a fare rivalutare a noi critici stanche verità date ormai, un po’ per pigrizia e un po’ per mancanza di originalità dei prodotti, per acquisite. A metà esatta tra l’inarrivabile modello di Sly & The Family Stone, la sbarazzina sfrontatezza degli Outkast più sofisticati – per intenderci quelli in cui lo zampino di Andre 3000 è più evidente – l’arcobaleno ritmico di Jamiroquai e un immancabile pizzico di Beatles, il quartetto di Brixton suona senza pregiudizi e complessi e lo fa con la convinzione dei propri mezzi. I brani, dalla street hit, Damn Girl, a Dance, Dance fino a Music Sounds Better, cover degli Stardust, danno più di un’idea di quello che ci si potrà aspettare dal primo lavoro ufficiale. L’affollatissima scena musicale londinese ha mangiato e sputato via migliaia di gruppi, ma il boccone rappresentato dalla band dei fratelli Mensah & Kwame Hart, suona così dolce e prelibato da meritare di essere gustato fino in fondo e di diventare un piatto fisso del menù à la carte della Swinging London 3.0. Il mio consiglio è di ampliare i vostri tour londinesi e di provare a scovarli adesso che siete ancora in tempo di goderveli nella loro intensa ed eccitante versione “buskers”! (Matteo Ceschi)

Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

SUPER APES, EATING BRAINS, 2014

super-apes-eating-brains

Italiani di nascita e londinesi d’adozione, i Super Apes riescono nell’ardua impresa di emergere dalla scena musicale della capitale britannica portando avanti con rara verve un mix esplosivo di idee e sperimentazioni. Nella musica e nei testi di sole quattro tracce concentrano una carica sovversiva sufficiente a riempire una vita intera, e se nei suoni l’ispirazione spazia dal dub al post-punk, passando per elettronica e new wave, nei testi la fantasia si lascia trasportare da inquietanti esperimenti scientifici (Fish & Chimps), fatti di cronaca bizzarra dal retrogusto sinistro (Rise Of the Mutant Rats), personaggi stravaganti (Mullet Man) e teorie evoluzionistiche pseudo scientifiche, mutuate da Gerald Casale dei Devo (Church of Apes). Il gusto per la provocazione non manca, e la via sperimentale è l’unica possibilità di trasformare in suono una tale miscela. (Elisa Giovanatti)

 

Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Advertisements
%d bloggers like this: