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MARA REDEGHIERI, RECIDIVA, LULLABIT 2017

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A 15 anni dallo scioglimento della band reggiana che ha fatto un pezzo della storia della musica indipendente italiana, gli Üstmamò, la notizia che Mara Redeghieri sarebbe uscita con un disco solista ha procurato una certa emozione a chi, come me, non è più una ragazzina. Con tanta curiosità mi sono quindi dedicata all’ascolto di Recidiva, un album che mantiene quel filo che collega il presente al passato, fusione fra elettronica e pop, che negli anni ‘90 rappresentava una ventata di novità (eravamo in pieno trip-hop), amalgamate con la voce caratteristica di Mara, qui utilizzata spesso con toni teatrali, come ad esempio in Pestifera (cattura della), accompagnata da ritmi reggae tanto amati proprio in quegli anni, nella title track e in Nella casa, pezzi totalmente recitati. Non a caso, fra le attività che la Redeghieri ha intrapreso in questi anni di silenzio discografico c’è stata la recitazione. Augh, che apre il disco, richiama lo stile dei CSI, compagni di merende degli Üstmamò, con i quali registrarono anche un album live (insieme anche ai Disciplinatha), ma aggiorna ai nostri tempi il sarcasmo sulla condizione degli sfruttati (badanti, lavoratori in nero per 18 ore), così come nell’inquietante, cinematografico e commovente Uomo nero, che descrive con inquadrature efficaci il viaggio dei migranti dal deserto fino all’attraversamento del Mediterraneo con i barconi (uno dei brani più riusciti, non solo per il tema toccato). Recidiva racconta storie, come quella di Cupamente, che sotto le mentite spoglie di un brano leggero racconta di un avaro palazzinaro, crea atmosfere, agrodolce in Anni luce, giocosa in Essere umana. Insomma, l’album è un continuo stimolo concettuale, sonoro e vocale, e la forza di Mara, dopo tanti anni resta soprattutto l’uso spericolato, divertito, sicuro e originale della sua voce. (Katia Del Savio)

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ZOIS, ZOIS, LULLABIT 2015

Cover

Gli Zois erano stati indicati da Mango come nuovo gruppo su cui puntare. Il cantautore scomparso un anno fa non fece solo il suo endorsement nei confronti della band bolognese, ma partecipò attivamente a questo disco  scrivendo, con la leader della band Valentina Gerometta, il brano Stella contraria. Non solo, Mango è presente nell’album accanto a Valentina anche nella cover di uno dei suoi maggiori successi, Oro, realizzata una versione densa e claustrofobica, totalmente diversa dall’originale. Al di là di questa preziosia collaborazione, gli Zois camminano tranquillamente sulle loro gambe con un rock deciso, dal groove accattivante, con venature dance vischiose, scorci mediterranei e attitudine fra l’epico e il pop-cantautorale. Un mix interessante che, aggiunto al carisma e alla notevole duttilità della voce di Valentina, funzionerà senz’altro bene anche dal vivo. Un sole d’inverno è il brano che racchiude il meglio di ciò che gli Zois sanno fare. Ascoltare per credere. (Katia Del Savio)

 

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