Tag Archives: Meg

INDIANA PLAYLIST AUTUNNO 2018

 

IndianaPlaylistAutu18Torna la playlist con le canzoni indiane più belle della stagione. 14 brani come sempre eterogenei, che rappresentano tutta la gamma dei nostri gusti e una piccola guida in mezzo al vastissimo mondo musicale indipendente. Buon ascolto!

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MY FAVOURITE THINGS 2015/KATIA

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Non potevo che partire da loro, dalle gemelle Ibeyi, il cui omonimo disco mi ha piacevolmente tormentata per quasi tutto il 2015. Nella mia playlist dell’anno ho inserito la loro River, primo singolo, ma avrei potuto mettere anche moltissime altre tracce piene di spunti provenienti dai generi più disparati: spiritual, elettronica, r’n’b, hip-hop, soul, jazz, musica etnica afro-caraibica. Il secondo brano appartiene a uno di quei dischi da molti definito fra i più belli dell’anno, DIE di Iosonouncane, e il suo titolo è Carne, brano prog di infinita bellezza e completezza. Il terzo è l’elettro-pop Imperfezione, ottima sintesi del mondo sonoro di Meg, artista che non ha bisogno di presentazioni ma solo di nuovi proseliti a ogni suo nuovo progetto. Divertente, originale, sincera, Meg è un esempio per le nuove generazioni di musicisti e cantautori che vogliono scegliere uno stile tutto loro. Una di questi è senz’altro Mimosa Campironi, attrice che ha debuttato nel mondo discografico con La terza guerra, ottima prova ricca di idee e che qui è rappresentata dalla struggente Fakhita, dedicata a una prostituta. Segue la morbidissima, decadente, a tratti stridente ballata L’ultimo saluto – L’addio tratta dal secondo album da solista di Dellera, bassista degli Afterhours, Stare bene è pericoloso, un disco  che omaggia smaccatamente il rock anni ’60 e ’70. Il pop elettronico dalle venature soul H-Pt1 è il brano perfetto dei Terzo Piano, band di Cava dei Tirreni che ha debuttato con Super Super e che meritava di entrare in questa lista per la sua disarmante orecchiabilità. Il “sorriso sonoro” di Erica Mou emerge prepotente da Niente di niente, estrapolato da Tienimi il posto, un album in cui la cantautrice ci insegna soprattutto come si può giocare con la voce, senza strafare, interpretando fino in fondo una canzone. Impossibile non inserire un pezzo di Sananda Maitreya per rappresentare il 2015 in musica per me. Intervistarlo è stato un onore e I wanna breathe è uno dei pochi brani che nell’ultimo complesso e interessante album The Rise of the Zugebrian Time of Lords ha un legame con la vita precedente dell’artista, quando in sostanza si faceva chiamare Terence Trent D’Arby e non pensava ancora al Post Millennium Rock. Il pezzo parla del caso di Eric Garner, ennesimo afroamericano ucciso da un poliziotto bianco americano. Indecisissima fino all’ultimo su quale traccia scegliere dal loro primo album, 10 e 9, alla fine ho inserito la languida I Santi. Sto parlando di IoelaTigre, duo femminile che alterna punk a ballate dolcissime che aveva già colpito la mia attenzione con il suo primo Ep. Chiudono le mie preferenze due autori diversissimi tra loro: Colapesce, con il suo stratificato elettro-pop Copperfield, tratto dal secondo album Egomostro, tutto da ascoltare, e Salvo Ruolo con Malatempu (disponibile attraverso Bandcamp), prima traccia dell’affascinante Canciari patruni ‘un l’è bittà che racconta il Risorgimento dalla parte delle popolazioni del Sud. Un album folk appassionante sia per le vicende raccontate che per la sua ricchezza sonora creata soprattutto da strumenti acustici. Buon ascolto! (Katia Del Savio)

https://salvoruolo.bandcamp.com/track/malutempu

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DIZ FESTIVAL, UNA RASSEGNA DAVVERO INDIE

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Gli appassionati di musica indie sono avvisati: dal 3 al 5 luglio alla Fabbrica del Vapore di Milano si riuniranno alcuni fra i più talentuosi artisti indipendenti italiani: da Meg ai Mariposa, da IOSONOUNCANE a Dellera, dai kuTso a Giuliano Dottori e moltissimi altri. Il Diz Festival è al debutto, ma visto il programma, che comprende altri eventi anche non musicali, promette davvero bene.

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GODBLESSCOMPUTERS, PLUSH AND SAFE, LA TEMPESTA INTERNATIONAL/FRESH YO! 2015

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Non conoscendolo in precedenza, mi sono avvicinata all’ascolto di Godblesscomputers con ancora in testa l’ “endorsement” che Meg aveva fatto nei suoi confronti nel corso dell’intervista rilasciata a Indiana per il Magazine di aprile. Plush and safe sprigiona un’immagine calda dell’elettronica: la moltitudine di suoni inserita in ogni traccia prende spesso una direzione leggera, evocativa, talvolta riflessiva e in altri momenti semplicemente ballabile. Sono pochi, invece, i brani scuri: Touch You è uno di questi. La presenza di Francesca Amati, voce degli Amycanbe, impreziosisce Clouds e Light is changing, ma echi di voci femminili sono presenti in molti momenti. L’uso, invece, della voce maschile ricorda molto le produzioni del caro vecchio Moby (vedi la “souly” Closer). Le 12 tracce si uniscono in unico flusso continuo, caratteristica che da un lato contribuisce a rendere Plush and Safe una sorta di concept album (è il primo progetto completo, dopo la pubblicazione dell’acclamato Ep Veleno), con un’identità sonora ben precisa, dall’altro rischia, in alcuni casi, di dar poco spazio a guizzi di imprevedibilità, elementi essenziali per mantenere alta l’attenzione nei confronti di un disco dalle sonorità prettamente evanescenti. Fra le tracce ambient e quelle più ritmate (come Spirits o Leap in the dark, con quell’improvviso suono come di un vetro spaccato) io propendo decisamente per le seconde. (Katia Del Savio)

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INDIANA PLAYLIST APRILE

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Credevate che ci fossimo dimenticati… ma eccoci qui con l’INDIANA PLAYLIST di APRILE! Come sempre c’è l’imbarazzo della scelta: da Imperfezione di Meg, artista antesignana della nuova generazione degli elettro-cantautori e protagonista con un’interessante intervista del nostro MAGAZINE di aprile, alle eleganti sonorità pop-dance dei bolognesi Wolther Goes Stranger, dal jazz-rock-funk di Disco in ferro dei bravissimi Moorder al folk in siciliano di Malutempu sapientemente creato da Salvo Ruolo, dal pop-rock semplice e romantico di Enrico Farnedi (qui in Fammi vedere) al post-punk di Mad Truth degli inglesi The Pop Group (prossimamente recensiti su Indiana), dalle geniali sperimentazioni di Iosonouncane (qui con Carne) all’indie-folk di Courage degli irlandesi Villagers (domani la recensione del loro album sarà online) fino ad arrivare all’hip-hop industriale dei Death Grips (qui con Billy Not Really). In tutto 13 brani da assaporare qui in streaming. Buon ascolto.

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MEG: L’ARTISTA IMPERFETTA SI RACCONTA SU INDIANA

 

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Esce oggi il numero 7 di INDIANA MUSIC MAGAZINE! Siamo felicissimi di ospitare sulle nostre pagine Meg, che fra nuovo album (Imperfezione), scena musicale contemporanea, identità indie e molto altro si racconta generosamente in un’interessantissima intervista. Cliccate sulla copertina per il download gratuito del nostro magazine, completato dalle recensioni del mese: The Sonics, Pristine Moods e Iosonouncane. Infine, non dimenticate l’INDIANA MUSIC CONTEST: in palio il mixaggio di 3 brani con apparecchiature vintage analogiche, intervista e servizio fotografico sulle nostre pagine. Tutti i dettagli all’interno. Buona lettura!

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