Tag Archives: MInistri

NOVALISI, ANIMALI, IRMA RECORDS/INDIEMOOD 2015

Animali

Post-rock da Treviso. Così si definiscono in maniera molto concisa i Novalisi. Ma evidentemente c’è qualcosa di più. Se ad un primo e superficiale approccio pare piuttosto evidente un imprinting stile Ministri, procedendo con l’ascolto si cominciano a cogliere sfumature originali capaci di spingere il “post-rock” verso continenti melodici dal sorprendente spessore. I Novalisi ampliano così la gamma sonora della loro proposta imponendo all’attenzione del pubblico un rock dalle raffinate sfumature pop che, a mio avviso, guarda, invece, con cocciuta insistenza sia al raffinato lavoro dei Prefab Sprout sia all’approccio energico dei Foo Fighters. Ma vecchio – in assoluto il mio brano preferito con quel suo inarrestabile crescendo – e Solita minestra possono degnamente rappresentare le altre cinque sorelle che compongono la tracklist di Animali, un album di cui sicuramente sentiremo parlare nei prossimi mesi. (Matteo Ceschi)

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LUCIO CORSI, ALTALENA BOY/VETULONIA DAKAR, PICICCA 2015

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In una serata di quelle di decompressione, fra Capodanno e l’Epifania, mi metto ad ascoltare un disco con il desiderio di sentire qualcosa che mi prepari ad affondare un nuovo anno con entusiasmo e fiducia nella musica che gira intorno a questo vivace mondo indie. Mi imbatto nel disco (ops…file musicale) di Lucio Corsi e penso che sia proprio quello che stavo cercando in quel momento: freschezza e originalità, cantautorato leggero e poetico. Il giovanissimo Lucio (21 anni), con il suo ingombrante nome di battesimo, si porta dentro la lezione dei suoi celebri omonimi colleghi e di Rino Gaetano, ma soprattutto mostra di essere fratello minore dei recenti talenti come Vasco Brondi (Le Luci della Centrale Elettrica), Dente e Tricarico. Con Lucio Corsi, e con altri, fra i quali il gruppo L’officina della Camomilla recensito poche settimane fa su Indiana, il cantautorato inaugura un’altra generazione che scrive in modo asciutto, diretto, ironico, surreale, cantato con voci acerbe, che si contrappone (anche se in alcuni casi si serve del suo stile) al grande filone di successo degli ultimi anni: il rap italiano. Altalena boy è un ep di 5 brani, ma è inserito in un unico Cd che contiene anche il precedente ep, Vetulonia Dakar, uscito lo scorso aprile: insieme formano quindi un unico album con un lato A e un lato B. Se si ascoltano i due lati come due lavori distinti, ci si rende conto di come, in pochi mesi, ci sia stata una netta evoluzione. Altalena Boy è un progetto più completo rispetto a Vetulonia Dakar, meno grezzo soprattutto dal punto di vista musicale e più ambizioso con la sua poetica sognante e meno intimista (vedi L’astronave e Migrazione generale dalle campagne alle città). Non a caso c’è lo zampino del produttore Federico Dragona, componente dei Ministri e già curatore di suoni per lo stesso Vasco Brondi e per il duo elettronico Iori’s Eyes. Se volete iniziare il nuovo anno in modo soffice ascoltate Altalena Boy! (Katia Del Savio)

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