Tag Archives: musica in streaming

GINEVRA DI MARCO, LA RUBIA CANTA LA NEGRA, FUNAMBOLO 2017

GinevraDiMarco

Ginevra Di Marco ed io abbiamo una cosa in comune. Anni fa l’ascolto di Gracias a la vida di Mercedes Sosa ci fece commuovere. La cantante argentina, dalla voce magnifica e dotata di una forte umanità, tanto da diventare bandiera della resistenza e della libertà all’epoca della dittatura del suo Paese, è la protagonista di questo nuovo album di Ginevra, cantautrice e interprete italiana mai abbastanza celebrata, che a ogni suo lavoro discografico o concerto porta e avanti la cultura delle musiche del mondo e delle nostre radici italiane. La rubia canta la negra contiene dieci fra i più celebri brani interpretati dall’artista scomparsa nel 2009 scritti da cantautori e poeti sudamericani come Vicor Jara (Te recuerdo Amanda), Atahualpa Yupanqui (Luna Tucumana), Alfredo Zitarrosa (El Violìn de Becho) e molti altri, e tre inediti, Fuoco a mare, su testo dello scrittore Marco Vichi dedicato proprio alla figura di Ginevra, il tango Sulla corda, e Saintes Maries de la mer, sulla festa gitana di Santa Sara: tre brani che ben si integrano con l’omaggio alla Sosa. Dell’artista argentina si innamorò anche Franco Battiato, che duettò proprio con lei in Lejanias Azules, e Nanni Moretti, che inserì l’altrettanto commovente Todo cambia nel film Habemus Papam. Quest’ultimo brano è una sorta di “manifesto” dell’artista argentina, sebbene sia stato scritto dal musicista e intellettuale cileno Julio Numhauser per parlare del suo esilio lontano dalla dittatura di Pinochet, che Mercedes la fece sua durante l’esilio europeo. Ginevra lo interpreta in italiano sul testo scritto da Teresa De Sio e finisce, come l’originale, con un canto liberatorio del pubblico dal vivo. Razon de vivir  di Victor Heradia ricorda lo stesso intento e la stessa intensità della già citata Gracias a la vida, stranamente assente in questo omaggio. Molti gli ottimi musicisti che accompagnano l’ottima interpretazione di Ginevra in questo malinconico, emozionante viaggio di scoperta di una cultura affascinante come quella sudamericana. Molto ben fatto anche il libretto del Cd con brevi ma fondamentali annotazioni sugli autori delle canzoni. (Katia Del Savio)

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INDIANA PLAYLIST ESTATE

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Cari amici di INDIANA, eccoci con la rovente playlist dell’estate con o senza ombrelloni, con o senza tormentoni. Godetevela tutta dalla prima all’ultima traccia, come sempre ricca di sonorità eterogenee. Molte le donne presenti: Mara Redeghieri, Chrysta Bell, Ginevra Di Marco, Julia Stone, Orelle, Io e la tirgre e Ibeyi. Buon divertimento!

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MARA REDEGHIERI, RECIDIVA, LULLABIT 2017

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A 15 anni dallo scioglimento della band reggiana che ha fatto un pezzo della storia della musica indipendente italiana, gli Üstmamò, la notizia che Mara Redeghieri sarebbe uscita con un disco solista ha procurato una certa emozione a chi, come me, non è più una ragazzina. Con tanta curiosità mi sono quindi dedicata all’ascolto di Recidiva, un album che mantiene quel filo che collega il presente al passato, fusione fra elettronica e pop, che negli anni ‘90 rappresentava una ventata di novità (eravamo in pieno trip-hop), amalgamate con la voce caratteristica di Mara, qui utilizzata spesso con toni teatrali, come ad esempio in Pestifera (cattura della), accompagnata da ritmi reggae tanto amati proprio in quegli anni, nella title track e in Nella casa, pezzi totalmente recitati. Non a caso, fra le attività che la Redeghieri ha intrapreso in questi anni di silenzio discografico c’è stata la recitazione. Augh, che apre il disco, richiama lo stile dei CSI, compagni di merende degli Üstmamò, con i quali registrarono anche un album live (insieme anche ai Disciplinatha), ma aggiorna ai nostri tempi il sarcasmo sulla condizione degli sfruttati (badanti, lavoratori in nero per 18 ore), così come nell’inquietante, cinematografico e commovente Uomo nero, che descrive con inquadrature efficaci il viaggio dei migranti dal deserto fino all’attraversamento del Mediterraneo con i barconi (uno dei brani più riusciti, non solo per il tema toccato). Recidiva racconta storie, come quella di Cupamente, che sotto le mentite spoglie di un brano leggero racconta di un avaro palazzinaro, crea atmosfere, agrodolce in Anni luce, giocosa in Essere umana. Insomma, l’album è un continuo stimolo concettuale, sonoro e vocale, e la forza di Mara, dopo tanti anni resta soprattutto l’uso spericolato, divertito, sicuro e originale della sua voce. (Katia Del Savio)

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INDIANA PLAYLIST PRIMAVERA

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Cari amici di Indiana, eccoci con nuove chicche musicali per voi.  I tre piccoli indiani vi propongono artisti italiani e internazionali, sonorità eterogenee che hanno colpito le loro orecchie negli ultimi mesi. Tenete quindi in alto le vostre antenne e ascoltate tutto d’un fiato la nostra playlist di primavera!

 

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BON.NOT, TRE, AUTOPRODUZIONE 2016

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In questo inizio 2017 mi trovo ad ascoltare un disco che recupera dichiaratamente frammenti di gruppi che hanno fatto grande la scena indipendente italiana nei gloriosi anni ’90 (CSI, Posse varie, ecc.) associandoli a elettronica sempre di quegli anni (trip-hop in particolare) e a sonorità più contemporanee. Nonostante le atmosfere crepuscolari e i testi poco consolanti (tutti rigorosamente in italiano), quello che esce dalla mescolanza di beat, campionamenti e strumenti è un suono fresco, che fonde elementi industriali con il fattore umano. I Bon.Not, che da due sono diventati quattro, dimostrano di sapere esattamente ciò che vogliono, attenti ai dettagli, come si evince dall’autopresentazione pubblicata sul sito bonnotband.it, non scimmiottando l’elettronica trendy un po’ fine a se stessa, ma utilizzando tutti gli strumenti a disposizione di un artista oggi, per comunicare qualcosa, per inventare qualcosa, o almeno per provarci. La voce ossessionante di Ruberemo, i suoni martellanti de La preda, l’apparente distensione di Fino in fondo, il suono angosciante e claustrofobico de L’impiccato sono i momenti più interessanti dell’ep. (Katia Del Savio)

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MERRY INDIE CHRISTMAS PLAYLIST

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Ecco qui le strenne natalizie di Indiana: 13 brani da cui prendere ispirazione per i regali o per donare a voi stessi un’ora in compagnia della nostra musica preferita del momento. Fateci sapere cosa pensate della nuova Indiana Playlist qui accanto al post e sulle nostre pagine Facebook  e Twitter. Non ci resta che farvi gli auguri di buone feste e di un fantastico happy indie year! Elisa Giovanatti, Matteo Ceschi e Katia Del Savio.

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INDIANA PLAYLIST SETTEMBRE

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Questo mese vi abbiamo preparato 50 minuti di musica con i fiocchi. Non perdetevi quindi il rock psichedelico di Morgan Delt, il cantautorato moderno di Carlo Martinelli o il jazz-swing di Gerardo Balestrieri, il pop raffinato di Francesco Di Bella, il folk rock degli Okkervil River, o l’energico rock di Seattle dei At the Spine. Dateci dentro!

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INDIANA PLAYLIST AGOSTO

PlaylistFeb16Cari amici di Indiana, prima di ripartire a pieno ritmo con le recensioni e con il nostro magazine vi proponiamo un po’ di sana musica per accompagnare questi giorni di fine estate. Gustatevi quindi la nuova playlist composta da nove brani morbidi, pigri, sognanti, all’insegna del relax. Buon ascolto!

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INDIANA PLAYLIST LUGLIO 2016

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Eccoci qui con una nuova playlist giusta per accompagnarvi in vacanza: tanti pezzi da viaggio, finestrino abbassato e sole negli occhi, ma non solo. Artisti nostrani e stranieri, da Ben Seretan – recente vanto dell’italiana Love Boat – agli affermatissimi Wilco (qui con il nuovo singolo, che anticipa l’album in uscita dopo l’estate), da Emiliano Mazzoni a Gemma Ray, passando da momenti goderecci (Lone Digger) a episodi più intensi (No woman), nove pezzi tutti da ascoltare. Buone vacanze con Indiana!

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EMILIANO MAZZONI, PROFONDO BLU, PRIVATE STANZE 2016

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“Fate l’amore non fate la pace”. Questo è il verso che che spruzza fuori da Al mio funerale, primo brano del nuovo album di Emiliano Mazzoni che, diciamolo subito, si distingue dal precedente Cosa ti sciupa, recensito da Indiana quasi due anni fa qui,  per la sua cupezza. Sembra che nella visione artistico-esistenziale di Emiliano Mazzoni sia arrivato il momento della disillusione, dell’ombra, ma anche del fascino nei confronti dell’ambiguità, della mancanza di confine fra il bene e il male. Le dodici ballate, in bilico fra Fabrizio De André e Nick Cave, portano a esplorazioni notturne dentro all’animo umano (“Desideri che non avevo mai visto in vita mia su di me”, come dice Emiliano in Tiepido mare), osano guardare le cose da prospettive inclinate, sogni che si trasformano in incubi e viceversa. Per tutto l’album, però, è come se ci si aspettasse da un momento all’altro la comparsa di una mano che ci trascina fuori dal profondo blu. Resta a voi capire se alla fine del “film” arriverà oppure no. (Katia Del Savio)

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