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GROSSO GUAIO PER L’ISPETTORE COLIANDRO

Taiyo & Coliandro

Taiyo/HYST, direi di cominciare dall’imminente episodio della serie L’ispettore Coliandro che andrà in onda mercoledì 14 novembre su RAI2: come ti sei imbattuto nei Manetti Bros e come ti hanno convinto a fare parte del cast di Coliandro? La mia è innanzitutto pura curiosità di un super fan della serie.

E fai bene perché è una delle serie più nerd che ci sono in Italia, quella di carattere più internazionale se vuoi. I Manetti li conosco dal loro esordio, facevo lo yakuza incazzato nel primo cortometraggio che uscì al cinema in un film composito che si chiama De-generazione, poi ho fatto con loro alcuni videoclip, etc. Mi hanno chiesto di fare un provino per questo personaggio sperando che risultassi come loro si immaginavano ed è stato così. Il ruolo è veramente nelle mie corde, mischiando seriosità samurai e ironia, mi sono divertito veramente molto nel farlo.

La frequentazione del mezzo video per te non è cosa nuova. Sei sempre stato interessato – a prescindere dall’esigenza di realizzare video per le tue canzoni – all’aspetto visivo/visuale della vita, correggimi se sbaglio. Disegnatore di fumetti, attore, regista, cos’altro mi sono perso?

Hai perfettamente ragione. In molti sentono la cinematograficità del mio modo di pensare anche nelle canzoni. Tutto parte dal disegno. Da bambino molti dicevano che ero particolarmente dotato. È diventato un vizio. Creare, immaginare e rappresentare in qualsiasi forma e con ogni mezzo. Il problema è che devo combattere ogni giorno con il preconcetto che se uno sa fare molte cose non ne sa fare una benissimo, e col fatto che è oggettivamente difficile collocarmi lavorativamente. Ma credo del mio immaginario e nel set di valori che trasmetto, che è costante in ogni mio progetto, e penso che prima o poi questi preconcetti svaniranno. In America nessuno si stupisce più se un Childish Gambino fa lo stand up comedian, il regista, l’attore e il cantante.. è questione di tempo e di persistenza.

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Questi mesi del 2018 sono stati per te ricchi di eventi: tre, anzi quattro nuovi brani distribuiti sulle piattaforme digitali, il già citato episodio de L’ispettore Coliandro e, se la memoria non mi tradisce, recentemente hai fatto riferimento anche a una web series. Sono tutto orecchie, racconta pure.

Per fartela breve. Alla nascita di mia figlia mi sono preso due anni sabbatici in cui concentrarmi solo su di lei. Ho accumulato idee e voglia di fare ed ora sto eplodendo. Ho mezzo disco pronto e conto di uscire verso febbraio marzo prossimo e nello stesso periodo dovrebbe vedere la luce una Web serie di sono co-autore e regista, dal titolo HELIKON, una sorta di thriller esoterico. Sto realizzando questo progetto con la Grey Ladder una società di Torino fondata da un mio caro amico e sceneggiatore di talento fuori dal comune, ed è solo il primo di mille progetti filmici che stiamo sviluppando. In più, come se fare un disco e una serie non fosse abbastanza, sto lavorando ad un fumetto, sempre scritto con lo stesso sceneggiatore, per cui vorrei mettere su una sorta di crowd funding al più presto, anche li una storia di supereroi ma rivista in chiave TAIYO, cioè molto fuori dagli schemi.
Ho anche un mezzo album di brani solo acustici che vorrei finire entro l’estate. Quindi se pensi che il 2018 sia stato un anno pieno per me, caro Matteo, non sai cosa sta per arrivare. Taiyo Tsunami.

HYST_by Filippo Leonardi

Sul piano dei video musicali hai collaborato anche con tuo fratello Jesto? Com’è lavorare in famiglia? Hai per caso in mente di coinvolgere prossimamente anche tuo padre, un noto attore teatrale e cinematografico, nelle imprese degli Yamanouchi?

Amo lavorare con mio fratello che considero un genio sotto diversi aspetti. Come tutti i geni che si rispettino non è sempre facile, ma ormai ci conosciamo bene anche professionalmente, e lui nel tempo ha maturato una visione lavorativa adulta per cui oggi è molto semplice trovare la quadra. Anche lui è in una fase in cui sta depositando dei capisaldi della sua carriera e mi fa molto piacere che in questa fase importante e delicata sia venuto a chiedermi di aiutarlo. Sa bene che nessuno lo conosce come me e tiene ai suoi progetti come me. Si io voglio coinvolgere mio padre il più possibile nelle mie prossime cose. Non farlo è da stupidi, come avere un tesoro in casa e non mostrarlo agli ospiti.

Taiyo's Videoclip_15 72

A proposito di disegno e fumetti, a quando un videoclip o uno short film di animazione?

E’ un desiderio che ho da tanto, di farmi un video animato da solo, ma ci vuole moltissimo tempo. Spero di avere le condizioni di farlo quanto prima.

In qualità di artista come leggi e interpreti l’attuale situazione politico/sociale del Vecchio Continente?

Come uno dei ricorsi di cui la storia è piena, purtroppo. Sono sempre sconvolto dalla volontà dell’essere umano di ripetere gli errori fatti in passato. Credo sia cambiati alcuni paradigmi e che gli eventi del secolo passato non si potranno ripetere in modo pedissequo, ma spesso ho paura che la mia sia solo una speranza e quindi mi preparo al peggio. Sto adocchiando dei terreni in luoghi isolati del mondo, nel caso si presentasse la necessità di fuggire.

Per il 2019 cosa dobbiamo aspettarci? Un nuovo disco dopo tanto musica fluida sul web?

Uno o due dischi, una serie, un fumetto, forse un film, magari un altro figlio e chi sa cos’altro. Sta arrivando lo Tsunami, non ci sarà riparo.

PHOTOS: Matteo Ceschi (b&w) e Filippo Leonardi (color)

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MADBOX, THIS MACHINE? INSANE!, 2018

MADBOX, THIS MACHINE? INSANE!, 2018

Quando un critico musicale incrocia due volte una band, qualche domanda dovrebbe porsela. Che sia tutto merito del suo infallibile fiuto sonoro o della caparbietà del gruppo, ha poca importanza: quello che rimane è pur sempre la certezza di una seconda volta. I MadBox, citando quasi alla lettera il titolo di uno dei loro nuovi pezzi, Blind Man, seguono ciecamente l’istinto finché questo non dà loro ragione. Energici e un po’ pazzi, i ragazzi milanesi rinverdiscono i fasti di un alternative rock molto hardcore tipico degli anni Novanta statunitensi. I Circle Jerks potrebbero essere un buon riferimento per trovare velocemente le coordinate di un ascolto facile e soddisfacente. Somebody Dead Like You, invece, sembra ricalcare l’aggressività dei Refused e spinge le attenzioni della band lontano dalla California fino alla penisola scandinava. Nel complesso, This Machine? Insane! riconcilia il pubblico con quella voglia di essere, citando appunto i californiani Circle Jerks, “wild in the stress.” (Matteo Ceschi)

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LINDSAY KEMP E CAMILLA FASCINA ABBRACCIANO DAVID BOWIE

1 Camilla Fascina e Lindsay Kemp - Video

Lo scorso dicembre la giovane cantautrice Camilla Fascina ha realizzato – con la straordinaria partecipazione del maestro Lindsay Kemp – un video di Time, pezzo di David Bowie qui riarrangiato per voce, pianoforte e violino e cantato dalla stessa Camilla (contenuto nell’Ep Camilla Fascinated By Bowie disponibile a breve in digitale). Dopo la scomparsa di Bowie, il 10 gennaio, il video ha assunto un significato nuovo, e suona oggi come un sentito abbraccio di Lindsay Kemp e Camilla Fascina a David Bowie. Riproposto qui di seguito, il video è girato da Mattia Ottaviani con la coreografia di Lucia Salgarollo ed è stato presentato in anteprima a Londra il 7 gennaio, in occasione del compleanno di David Bowie e dell’annuale concerto nel quale Camilla si è esibita nel suo spettacolo di apertura a Morgan.

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DAVID BOWIE 1947-2016: ADDIO AL DUCA BIANCO

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Venerdì scorso David Bowie aveva compiuto 69 anni, ieri è morto, lasciandoci come testamento Blackstar, un’uscita di scena straordinaria e plateale, un addio dolorosamente lucido, ultima perla di una carriera fuori dal comune, come tutto quello che faceva. David Bowie ha cambiato la storia del rock, e non una volta sola, sempre un passo avanti a tutti, con un’influenza che è stata profondissima e trasversale. Noi Indiani oggi siamo un po’ tristi e ricordiamo David Bowie semplicemente con una foto (di Matteo Ceschi), ma stiamo tutti ascoltando la sua musica e continueremo a farlo. Ciao David.

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RIDATECI “GHIACCIO BOLLENTE”!

Carlo Massarini-Giacchio Bollente

INDIANA MUSIC MAGAZINE si allinea alle tante voci di protesta levatesi all’annuncio della notizia della chiusura del programma musical-culturale Ghiaccio Bollente in onda su RAI 5. Aderiamo alla protesta in qualità di colleghi di Carlo Massarini e ancora prima di amanti della musica e della cultura. Forse la nuova dirigenza della RAI, fresca di nomina renziana, dovrebbe tornare a sfogliare le gloriose pagine della TV nazionale e ripercorrerne gli esordi quando la BBC, con la sua politica dichiaratamente educativa e culturale, forniva un modello indiscutibile di qualità. Reinserire nel palinsesto di RAI 5 il programma di Carlo Massarini è un obbligo culturale per i “signori nella stanza dei bottoni” e un dovere nei confronti di tutti noi che viviamo (non solo professionalmente) di musica. Ed è, cosa forse più importante, un tassello importante per il buono stato della nostra cultura. Ai piani alti della RAI serve solo ritrovare il coraggio di difendere un prodotto di qualità e, al contempo, di ignorare nuovi “prodotti pattumiera”.

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17 DICEMBRE: INDIE LABELS ALL’UNIVERSITÀ STATALE DI MILANO

Organizzata dalla giovane e grintosa Radio Statale, la giornata intitolata Disco Inverno. Mercatino della bella musica ha regalato a studenti e curiosi capitati nei suggestivi chiostri della Statale di Milano un’inaspettata ventata di novità musicali indipendenti. Le indie labels che hanno aderito all’evento – la Sherpa Records, la Costello Records, la neonata UR Records, la Dischi Mancini e la Gnu Sound – non si sono limitate ad esporre i loro prodotti ma hanno portato i gruppi sotto contratto ad esibirsi dal vivo a cominciare dal duo jazz Dimidiam. INDIANA segnala più che volentieri l’interessante kermesse nella speranza che l’iniziativa trovi presto un seguito e magari ampli la pur nutrita platea di followers.

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STREGONI: JOHNNY MOX E ABOVE THE TREE RACCONTANO I MIGRANTI

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In collaborazione con il Centro informativo per l’immigrazione della Provincia Autonoma di Trento, Johnny Mox e Above the Tree lanciano il progetto Stregoni: vero e proprio laboratorio musicale dal vivo, attraverso una serie di concerti-workshop organizzati nei centri profughi, Stregoni è il tentativo di comprendere attraverso il linguaggio sonoro quello che sta accadendo dentro e fuori i confini di un’Europa segnata dalla più grave crisi politica dalla nascita dell’UE. Sul palco, assieme a Mox e Above the Tree, ci saranno di volta in volta musicisti di ogni estrazione e provenienza in un vero e proprio laboratorio live, in cui electro-tribalismo, hip hop, psichedelia, afro e gospel si fondono con la musica che risuona nella cuffie dei migranti. Qui sotto il video teaser del progetto.

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BUON COMPLEANNO ALKA RECORD!

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E’ sempre piacevole annunciare un anniversario come questo. L’etichetta ferrarese Alka Record compie 10 anni di attività. Per festeggiare questo traguardo, non scontato per una casa discografica indipendente, è disponibile sia in versione fisica che digitale una doppia raccolta delle più belle produzioni pubblicate fino ad ora intitolata #10AnniAlka. Dal 28 novembre partirà inoltre dal Bikini di Cattolica  un tour con gli artisti dell’etichetta. Per tutte le informazioni si può visitare il sito http://www.alkarecordlabel.com.

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INDIANA CONTEST, IL BILANCIO

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Cari amici di Indiana, un anno fa, in concomitanza con il debutto del blog e del magazine mensile, abbiamo lanciato il nostro primo contest, in collaborazione con Il Blues Cave Studio di Daniele Cocca e con MEI/Audiocoop, rivolto ad artisti ancora privi di contratto discografico. Come potete vedere qui avevamo messo in palio il mixaggio analogico di tre brani proprio presso il nostro partner Blues Cave Studio, il servizio fotografico realizzato dal nostro Matteo Ceschi e l’intervista di copertina sul magazine. A distanza di un anno dobbiamo ammettere che abbiamo ricevuto troppo poco materiale e non ce la siamo sentita per ora di decretare un vincitore. Forse il motivo principale di questo risultato è che siamo stati troppo fiduciosi nella nostra creatura già dai suoi primi vagiti. Ma come tutti i neogenitori che si rispettino abbiamo imparato a non avere fretta e a rispettare i giusti tempi. Ovviamente non escludiamo di rilanciare l’iniziativa in futuro. Per ringraziare comunque chi ha creduto in noi fin da subito, prossimamente pubblicheremo qualche contenuto e informazione sugli artisti che si sono affidati al nostro entusiasmo e alla nostra pregressa esperienza. Il motto di Indiana resta sempre: be indie be free.

Matteo Ceschi, Elisa Giovanatti e Katia Del Savio

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PREMIO BUSCAGLIONE, ISCRIZIONI APERTE

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Al via in questi giorni le iscrizioni, gratuite, al Premio Buscaglione, il concorso biennale dedicato alla figura artistica di Fred Buscaglione, concorso che nelle prime tre edizioni si è affermato come una delle più interessanti manifestazioni nazionali dedicate alla canzone d’autore. Al vincitore verrà riconosciuto un premio di 3000 € e, cosa non da meno, la possibilità di esibirsi in 5 dei festival partner della rassegna; il premio della critica, invece, darà diritto a 1500 € e alla possibilità di esibirsi in 10 dei festival partner della rassegna; il Premio La Tempesta Dischi, infine, consentirà di vedere un proprio brano inserito all’interno della compilation prodotta annualmente della più prestigiosa etichetta indipendente Italiana ed infine il Premio King Kong – Radio 1 consentirà di presentare il proprio progetto all’interno della celebre trasmissione condotta da Silvia Boschero.

Per maggiori informazioni visitare il sito ufficiale del concorso: http://www.sottoilcielodifred.it

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