Tag Archives: Officina della Camomilla

LUCIO CORSI, ALTALENA BOY/VETULONIA DAKAR, PICICCA 2015

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In una serata di quelle di decompressione, fra Capodanno e l’Epifania, mi metto ad ascoltare un disco con il desiderio di sentire qualcosa che mi prepari ad affondare un nuovo anno con entusiasmo e fiducia nella musica che gira intorno a questo vivace mondo indie. Mi imbatto nel disco (ops…file musicale) di Lucio Corsi e penso che sia proprio quello che stavo cercando in quel momento: freschezza e originalità, cantautorato leggero e poetico. Il giovanissimo Lucio (21 anni), con il suo ingombrante nome di battesimo, si porta dentro la lezione dei suoi celebri omonimi colleghi e di Rino Gaetano, ma soprattutto mostra di essere fratello minore dei recenti talenti come Vasco Brondi (Le Luci della Centrale Elettrica), Dente e Tricarico. Con Lucio Corsi, e con altri, fra i quali il gruppo L’officina della Camomilla recensito poche settimane fa su Indiana, il cantautorato inaugura un’altra generazione che scrive in modo asciutto, diretto, ironico, surreale, cantato con voci acerbe, che si contrappone (anche se in alcuni casi si serve del suo stile) al grande filone di successo degli ultimi anni: il rap italiano. Altalena boy è un ep di 5 brani, ma è inserito in un unico Cd che contiene anche il precedente ep, Vetulonia Dakar, uscito lo scorso aprile: insieme formano quindi un unico album con un lato A e un lato B. Se si ascoltano i due lati come due lavori distinti, ci si rende conto di come, in pochi mesi, ci sia stata una netta evoluzione. Altalena Boy è un progetto più completo rispetto a Vetulonia Dakar, meno grezzo soprattutto dal punto di vista musicale e più ambizioso con la sua poetica sognante e meno intimista (vedi L’astronave e Migrazione generale dalle campagne alle città). Non a caso c’è lo zampino del produttore Federico Dragona, componente dei Ministri e già curatore di suoni per lo stesso Vasco Brondi e per il duo elettronico Iori’s Eyes. Se volete iniziare il nuovo anno in modo soffice ascoltate Altalena Boy! (Katia Del Savio)

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L’OFFICINA DELLA CAMOMILLA, SENONTIPIACEFALOSTESSO DUE, GARRINCHA 2014

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Senontipiacefalostesso due è un concentrato di candore tipico di chi ha vent’anni, con l’aggiunta di un pizzico di disillusione, un goccio di cattiveria e abbondante ironia. Il secondo lavoro del quintetto milanese sembra un unico flusso di coscienza, nel quale la voce infantile di Francesco De Leo descrive ciò che vede nella sua città di adozione (è ligure di Chiavari, ma vive come gli altri a Milano), magari dal finestrino di un tram. Così il concentrato si diluisce lungo tutte le 15 tracce, capitanate dalla divertente Gentilissimo oh, sorta di canzoncina per bambini il cui protagonista è un Alice al maschile post-adolescente che vive alcune disavventure in città. I toni soffici di tracce come Piccola sola triste, Charlotte e Bucascuola (il pianoforte sembra un carillon) si alternano a brani di impronta garage e punk, come Squatter, Nazipunk e la graffiante Bicicletta pirata, tutte comunque piene di immagini, osservazioni, storie, appunti raccolti in giro e riportati spesso con originalità, specialmente sul fronte dei testi. A differenza del primo disco qui l’identità sonora è meno precisa, in bilico appunto fra un fresco soft rock e pestate di batteria post-punk, e questa dimensione indefinita fa pensare che Senontipiacefalostesso due sia un disco di transizione. In attesa che gli Officina della Camomilla trovino una direzione più precisa nel successivo capitolo discografico è interessante ascoltare Meringa Lexotan, che mescola in modo straniante e allo stesso tempo efficace questi due mondi sonori. (Katia Del Savio)

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