Tag Archives: Roipnol Witch

ROIPNOL WITCH: PASSIONARIE DEL ROCK

Cover-MARCH 2016 easy

Rock italiano grintoso e al femminile: è quello delle Roipnol Witch, protagoniste del numero 16 di INDIANA MUSIC MAGAZINE con un’intervista che spazia fra Starlight (il loro ultimo album) e femminismo, fra Italia e New York, fra Yeah Yeah Yeahs e Patti Smith. Le Roipnol Witch sono attualmente in tour nel nostro Paese e il consiglio di Indiana è di non perdervele per nessun motivo! Tanta qualità anche nella sezione recensioni, con gli ultimi lavori di Ulan Bator, Tanita Tikaram, Nap Eyes e John Holland Experience. Cliccate sulla copertina per il download gratuito del magazine. Buona lettura!

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GIACOMO LARICCIA: BELGIO-ITALIA ANDATA E RITORNO

Cover-FEBRUARY 2016 DEF easy

Secondo numero del 2016, INDIANA MUSIC MAGAZINE di febbraio incontra questa volta Giacomo Lariccia: cantautore italiano di stanza da qualche anno a Bruxelles, nel 2012 Lariccia è arrivato fra i 5 finalisti al Premio Tenco per la miglior Opera Prima con Colpo di sole e nel 2014 ha pubblicato il successivo Sempre avanti. Curiosità: quest’ultimo lavoro si è fatto notare anche dall’Accademia della Crusca, e noi vi raccontiamo perché. L’intervista esplora poi la scena musicale indipendente in Belgio, le esperienze dal vivo del cantautore (da non perdere le date italiane del tour) e diversi altri temi. Molto ricca la sezione recensioni: Nex Cassel, Brothers In Law, Roipnol Witch, Out South ma non solo. Cliccate sulla copertina per accedere gratuitamente a tutti i contenuti.

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ROIPNOL WITCH, STARLIGHT, MACISTE DISCHI 2016

Roipnol Witch Starlight Cover

Affascinanti a partire dal nome che si sono scelte, Giulia e Martina Guandalini, Francesca Bedogni (con il contributo alla batteria di Massimiliano Coluccini), colpiscono subito l’orecchio dell’ascoltatore per il riuscitissimo connubio sonoro e di generi che riescono a mettere in scena con Starlight. Da un lato c’è l’italianissima verve sbarazzina di Irene Grandi, dall’altro un graffiante presenza punk-rock che ondeggia incerta tra le Hole e i Blondie. Non vi bastano questi paragoni per spingervi all’acquisto? Posso continuare raccontandovi che le Roipnol Witch si trovano a loro agio sia con la lingua nostrana che con l’inglese e che l’alternanza tra i due idiomi non inficia affatto la resa di un disco che suona divertente, potente e mai pigro. Da Non è un paese per artisti a Hold in New York – ve li ricordate gli Yeah Yeah Yeahs? – passando per Goodbye ritroverete qualcosa della musica che pensavate di avere perso per strada. (Matteo Ceschi)

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