Tag Archives: swing

LE OMBRE DI ROSSO, MOMENTI DI LUCIDITÀ, AUTOPRODUZIONE 2016

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Debutto discografico del sestetto trevigiano Le Ombre Di Rosso, Momenti di lucidità è un album sorprendentemente maturo, erede da molti punti di vista del migliore e più alto cantautorato nostrano, De André su tutti. Colto nell’approccio, vivo nella rivisitazione del folklore, Momenti di lucidità coniuga l’ottima vena poetica di Fabio Fantuzzi (voce, armonica, chitarra, banjo) con una musica che non potrebbe fluire con più naturalezza (figlia in gran parte di Andrea Alzetta, alle prese con pianoforte, fisarmonica e organo), interpretata da musicisti in gran forma. Parte forte con Hey vecchio pazzo, brano incalzante presto seguito dall’altrettanto ben scritto Ma che ne sai, cui succede, a completare una triade particolarmente ispirata, L’equilibrista. Sono tutti pezzi che, in diversa misura, pescano in quei sapori gitani o balcanici diventati ormai sempre più spesso dei semplici, stanchi, cliché da mettere in bella vista al concerto del Primo Maggio, e che qui invece rivivono, autentica eredità culturale coltamente e sapientemente riproposta. C’è poi spazio per atmosfere swing, momenti riflessivi e musiche jazzate (Non è finita ma sta per finire), mentre il ritmo progressivamente rallenta e un velo di nostalgia si stende a coprire il commiato della band. I miei complimenti alle Ombre. (Elisa Giovanatti)

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CARAVAN PALACE: L’INFINITA VOGLIA DI CONTINUARE A DIVERTIRSI

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Numero estivo per INDIANA MUSIC MAGAZINE, tutto all’insegna dei ritmi e delle melodie dei Caravan Palace, formazione parigina che ha recentemente pubblicato Robot Face, un buonissimo punto di partenza per chi volesse andare alla scoperta della contagiosa ed esuberante musica del gruppo. I Caravan Palace ci concedono qui una simpatica intervista, proprio a ridosso della loro data italiana in programma l’11 luglio al Circolo Magnolia di Segrate (MI), dove potrete saggiare di persona la potenza dei loro ritmi pulsanti ma anche la vivace eleganza del loro elettro-swing. Da non perdere poi la consueta sezione dedicata alla recensioni, succosa come al solito. Niente più indugi: cliccate sulla copertina, il download del magazine è gratuito.

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SLICK STEVE AND THE GANGSTERS, ON PARADE, GO DOWN RECORDS

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Uscito lo scorso aprile, ma adattissimo anche a questa calda estate, il secondo album di Slick Steve and The Gangsters, formazione anglo-bresciana formata da Stephen Hogan, Alle B. Goode, Michele Zuccarelli Gennasi e Pietro Ettore Gozzini, ci sbatte in faccia un’immediata carica di energia. Steve, con la sua voce corposissima e duttile, artista poliedrico, giocoliere, mago, è la forza di un gruppo molto divertente, specialmente dal vivo dove presenta uno show con elementi circensi. Rock ’n roll, swing, rhythm ’n blues, rockabilly, languori chitarristici, sonorità mariachi, sono gli ingredienti di cui si nutrono i ragazzi. Inutile citare un pezzo in particolare: arriverebbe subito quello successivo a trascinarci in un folle ballo da consumare nei peggiori locali d’Europa, quelli bui, sporchi e cattivi. (Katia Del Savio)

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L’ARCANO & THE MICRO B ORCHESTRA, DENTRO IL BAULE, IRMA/MANDIBOLA 2015

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Progetto crossover nel segno dell’hip-hop e del jazz che, rispetto ai compagni di scuderia Loop Therapy, scivola decisamente verso lo swing delle big band della prima metà del secolo scorso. Il beatmaker Luca Kato Caminiti per evitare di cadere nel cliché Jazzmatazz ha scelto di seguire un mood decisamente più frusciante e polveroso – potremmo azzardarci a dire “roots” – rispetto a quello lanciato da Guru negli anni Novanta nella certezza che il risultato finale sarebbe stato sufficientemente groovy da catturare l’attenzione di Francesco L’Arcano, in arte semplicemente L’Arcano. Da questo incontro – ai due menzionati protagonisti aggiungete Andrea Ras Mancuso e Hugo Foktu Hannoun – nasce The Micro B Orchestra e la sua incredibile musica, capace di restituirci in un paio di loop tutta l’audacia del jazz delle origini e al tempo stesso di legarla con grande maestria a una tradizione tutta nostrana che della musica di New Orleans ha saputo distillare l’anima più pop, la stessa sulla quale già negli anni Quaranta del secolo scorso il Quartetto Cetra costruì le sue fortune discografiche e televisive. Proprio la ricerca di questa radice ha permesso al gruppo di entrare in contatto con diversi artisti d’oltreoceano – Respect Tha God, Traum Diggs e Brian Godilla – e di arricchire ulteriormente una proposta sonora degna di tutte le attenzione della critica. Vi sentirete persi se vi lascerete sfuggire la Micro B Orchestra! (Matteo Ceschi)

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GIANMARIA SIMON, L’ENNESIMO MALECON, V REC. 2014

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Dopo le sontuose mangiate in famiglia a Natale cosa c’è di meglio che fare spazio nel salotto spostando tavolo e sedie per ballare, magari un po’ brilli, con amici e parenti? L’ennesimo Malecon potrebbe essere uno dei Cd da mettere nello stereo proprio a questo scopo. Sì, perché Gianmaria Simon propone un piacevole mix di musica tzigana, swing e milonga, che provoca come minimo il battito di piedi anche da parte dello zio più timido o della nonna troppo satolla. Il 38enne Gianmaria, nato a Sarzana ma cresciuto a Massa, ex suonatore di strada di Bob Dylan e Neil Young in Germania e Francia, studioso di fisarmonica e di Bach al conservatorio, con il suo album d’esordio (prima militava nei Trajet Karavani) propone 11 brani che sanno di campagna e osterie e che si muovono fra Leo Ferrè (vedi la cover di Marzibill), e la musica latina (L’ennesimo Malecon, la morbida e malinconica milonga di Prima che venga giorno), fra folk, balcanica (Ussaro o il singolo Lo chiamerei goliardo) e rock ‘n roll (Il baro). Nulla di nuovo, direte voi, ma la passione, il divertimento e la bravura di Gianmaria e dei numerosi musicisti fanno dimenticare che altri hanno già percorso questa strada. Da non perdere dal vivo, magari nella sua Sarzana, il 21 dicembre. (Katia Del Savio)

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