Tag Archives: Talking Heads

OUGHT, SUN COMING DOWN, CONSTELLATION 2015

ought

Orfani di Lou Reed – lui e i suoi Velvet, insieme a Talking Heads e Sonic Youth, sono i pilastri dell’immaginario sonoro della band di Montreal, così newyorkese, così urbano – gli Ought lo omaggiano in qualche modo con Men For Miles, aprendo così il secondo atto della loro carriera, non meno potente e interessante del primo. L’alienante routine quotidiana, le richieste assillanti cui ci sottopone la vita contemporanea, sono il bersaglio preferito di una critica sociale lucida e feroce, spesso incontenibile, tanto da seppellire la melodia sotto l’incessante fluire delle parole. “I’m no longer afraid to die/Because that is all that I have left/ Yes”, dice Tim Darcy in Beautiful Blue Sky, con quel “Yes” cantato con voce quasi estatica e una sorta di senso di sollievo: è l’angosciante riconoscimento di una persona ormai travolta dalla pressante routine, eppure quel “yes” afferma una scelta, vibra, smuove qualcosa. Proprio qui sta il centro dell’album, decadente, corrosivo, disturbante, eppure capace di svelare una vitalità inaspettata. Gli andamenti ossessivi delle tracce sono continuamente increspati da nervosismi, interferenze, spigolosità che forse non sono altro che l’irrompere dell’incontenibile carica istintiva primordiale del quartetto, una vivacità e un vigore che portano con sé i semi di qualcosa di costruttivo; una potenza davvero incisiva, la stessa che si dice sia dirompente nei live degli Ought, ma che ci sembra molto ben presente anche in studio. (Elisa Giovanatti)

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CONSIGLI PRE-VACANZE: BUONA MUSICA A TUTTI

cover hd

L’Indiana Elisa vi saluta prima di concedersi un po’ di riposo con qualche segnalazione. Cominciamo dai Parados, quartetto che nell’omonimo album (qui sopra la cover), uscito per l’etichetta Costello’s Records, propone 8 brani che creano un’interessante alchimia di elettronica e coralità, grazie a una scrittura meticolosa e alle ottime doti esecutive. Un album raffinato, cantato in italiano ma dal respiro internazionale, davvero consigliato. Pop-rock decisamente autoctono, invece, quello dei Malerba, duo bolognese formato da Eros Gandolfi e Valeriano Bruni: La Deriva Dei Sogni, autoprodotto, è un lavoro dolceamaro, che racconta con belle melodie una profonda disillusione. La preparazione dell’album ha richiesto 2 anni di impegno costante, che verranno certo ricambiati con un vostro ascolto. Cambiando totalmente scenario, segnalo infine i ben noti Iron & Wine (Sam Beam) e Ben Bridwell (Band Of Horses), che insieme pubblicano per le rispettive etichette Sing Into My Mouth: i due amici collaborano qui all’insegna delle cover, con scelte nient’affatto scontate (si va da Sade ai Talking Heads, da Pete Seeger a John Cale); nessun brano originale quindi, ma “solo” reinterpretazioni di gran classe. Un ottimo modo per cullarvi verso le vacanze. (Elisa Giovanatti)

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