Tag Archives: Ty Segall

TY SEGALL, @ BABY’S ALL RIGHT, BROOKLYN, NY, 24/6/2015

Ty Segall, NYC, June 24, 2015_by PSquared Photography

Nuovo appuntamento di cui gli indiani si fanno volentieri carico per voi. Qualche tempo fa vi avevamo segnalato con immenso piacere il sito nyctaper.com, un portale che mette in free download live performances di artisti più o meno noti del panorama indie a stelle strisce, perfromances, tutte registrate nell’area di NYC, e, ci preme dirlo, caricate in rete con il consenso degli stessi artisti. Tra le tante prelibatezze a disposizione la scelta per questa prima volta è caduta su un’incredibile testimonianza acustica di Ty Segall, araldo della nuova ondata psichedelica. Evento più unico che raro lontano dalla natia California, il lungo set acustico propone un Ty Segall particolarmente ispirato che riesce ad alternare registri vocali a metà tra John Lennon e Marc Bolan: nella lunga scaletta del concerto al Baby’s All Right di Brooklyn, sono ovviamente presenti classici del repertorio (Sleeper) ma anche tre ottimi inediti, Orange Colored Baby, Emotional Mugger e California Hills (la mia preferita), che finiranno molto presto, visto gli impressionanti ritmi di lavoro di Ty, in uno nuovo album. C’è spazio anche per un’eterea cover di For the Turnstiles di Neil Young, uno dei tanti brani eseguiti in coppia con Cory Hanson. Il clima assolutamente late Sixties, molto intimo e sognante, che pervade tutta l’esibizione vi conquisterà. Parola di indiano! Che altro dire? Correte a scaricare subito sul sito di nyctaper.com il più sorprendete Ty Segall che abbiate mai sentito! (Matteo Ceschi)

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TY SEGALL, MANIPULATOR, DRAG CITY 2014

TySegall_Manipulator_coverart

Nuovo progetto solista per il prolifico alfiere della neo-psicadelia californiana. Incapace di rinunciare ai picchi lirici e sonori dei Sixties, il biondo Ty ci ha però al contempo abituati alla sua incredibile capacità di innovare la tradizione spingendo le lame lisergiche più lontano delle avanzate possibilità delle sonde della NASA a spasso per il sistema solare. Ty si presenta, la copertina del disco è solo un assaggio, come un temibile angelo redentore deciso a scuotere violentemente l’umanità dal suo torpore persistente: a tratti troppo bella per suonare vera, la sua arte miscela con un’incredibile e semplice sapienza John Lennon (quello sperimentale di Tomorrow Never Knows) agli eccessi dei T-Rex illuminando di una patina di luce soffusa la realtà così da farla tornare innocentemente indietro nei decenni per provare di nuovo il piacere della scoperta e dell’innovazione. Psichedelico e onirico ma al tempo stesso dall’incredibile presenza fisica, Manipulatore viaggia sulle giuste frequenze per infrangere il wall of sound ed accedere infine all’ambito giardino cantato da Joni Mitchell in Woodstock. (Matteo Ceschi)

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